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Vicenza, tarlo asiatico: piano da 265mila euro con UniPd

25/09/2026

Vicenza, tarlo asiatico: piano da 265mila euro con UniPd

La Regione Veneto rafforza la lotta al tarlo asiatico nel Vicentino con un piano biennale da 265.925 euro sviluppato insieme all’Università di Padova. Il programma interesserà Villaverla e i Comuni vicini, dove la presenza dell’Anoplophora glabripennis è stata confermata nel 2025. L’obiettivo è delimitare con maggiore precisione il focolaio, seguire gli spostamenti del parassita e intervenire prima che l’infestazione possa estendersi ad altre aree. La Giunta regionale ha approvato l’accordo di collaborazione con l’Ateneo patavino, affiancando così alla sorveglianza già attiva nuovi strumenti di ricerca e monitoraggio. 

Villaverla, controlli attorno al focolaio individuato nel 2025

Dopo l’individuazione del tarlo asiatico, il Servizio Fitosanitario regionale ha delimitato un’area infestata con un raggio di circa 100 metri attorno alle piante colpite e una zona cuscinetto che si estende per ulteriori due chilometri. Nell’area sono già state avviate misure di eradicazione, tra cui l’abbattimento e la distruzione degli alberi infestati e di quelli considerati a rischio.

Il nuovo progetto dovrà rendere le verifiche più mirate. I tecnici effettueranno controlli sistematici sugli alberi presenti nel territorio interessato, concentrando l’attenzione sulle specie maggiormente esposte all’attacco del coleottero. Il tarlo asiatico può infatti colpire diverse latifoglie, tra cui aceri, ippocastani, betulle, pioppi, salici, frassini e olmi, provocando un progressivo indebolimento delle piante fino alla loro morte. 

Mappatura georeferenziata e nuove piante sentinella

Una parte centrale del programma sarà dedicata alla mappatura georeferenziata delle piante e dei focolai. I dati raccolti consentiranno di seguire l’evoluzione dell’infestazione e di ricostruire con maggiore precisione la distribuzione del parassita sul territorio.

Saranno inoltre individuate specifiche piante sentinella, selezionate tra le specie particolarmente sensibili all’Anoplophora glabripennis. Questi alberi verranno controllati periodicamente per cercare di intercettare eventuali nuove presenze del coleottero anche oltre i confini dell’area già riconosciuta come infestata. 

Il monitoraggio previsto dall’accordo entrerà in una nuova fase durante l’inverno 2026-2027, quando le verifiche saranno estese a un’ulteriore fascia di due chilometri attorno alla zona interessata. Nell’estate del 2027 è programmata una nuova valutazione complessiva, destinata a verificare sia l’andamento dell’infestazione sia l’efficacia delle misure adottate. 

Bond: intervenire mentre il focolaio è ancora circoscritto

L’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste Dario Bond ha spiegato che la strategia punta a intervenire mentre il focolaio rimane territorialmente limitato. La Regione considera particolarmente delicato il ricorso agli abbattimenti e intende utilizzare il contributo scientifico dell’Università di Padova per individuare con maggiore accuratezza le piante interessate e le aree nelle quali il parassita potrebbe diffondersi. 

Il tarlo asiatico del fusto, originario dell’Asia, è classificato dall’Unione europea tra gli organismi da quarantena prioritari. La sua diffusione può produrre danni rilevanti al patrimonio arboreo, motivo per cui le attività di sorveglianza e contenimento puntano a individuare rapidamente nuovi esemplari e limitare l’espansione dell’infestazione. Anche nel 2026 il Servizio Fitosanitario regionale ha previsto specifiche attività di monitoraggio del tarlo asiatico sul territorio veneto. 

Due anni di ricerca per contenere l’infestazione

Il progetto da 265.925 euro unirà quindi attività sul campo, analisi scientifica e raccolta strutturata dei dati. Regione e Università di Padova dovranno verificare l’estensione reale del focolaio, affinare le tecniche di individuazione degli alberi colpiti e misurare nel tempo i risultati delle operazioni di contenimento.

Per la Regione, la priorità è evitare che una presenza ancora circoscritta nel Vicentino si trasformi in un problema su scala territoriale più ampia. I prossimi cicli di monitoraggio saranno quindi determinanti per stabilire se le misure di abbattimento, sorveglianza e controllo riusciranno a ridurre la diffusione del parassita e a proteggere il maggior numero possibile di alberi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to