Riforma artigianato, Veneto: proposta fino a 49 dipendenti
29/09/2026
Portare fino a 49 dipendenti il limite dimensionale delle imprese artigiane e permettere anche alle società a responsabilità limitata di ottenere la qualifica artigiana. Sono due dei punti al centro del confronto sulla riforma della legge quadro del 1985, sul quale interviene Confartigianato Imprese Veneto dopo le osservazioni avanzate da Confindustria sui possibili effetti della revisione normativa in materia di concorrenza, occupazione e finanza pubblica.
In Veneto circa 120 mila imprese artigiane
Il presidente regionale di Confartigianato, Roberto Boschetto, sostiene la necessità di aggiornare criteri dimensionali stabiliti in un contesto economico molto diverso da quello attuale. Secondo i dati indicati dall’associazione, in Veneto operano oggi circa 120 mila imprese artigiane, mentre sono più di 21.500 le aziende con una dimensione compresa tra 10 e 49 addetti.
È proprio questa fascia, secondo Confartigianato, a rendere particolarmente rilevante il confronto sui limiti previsti per mantenere la qualifica artigiana. Boschetto contesta l’idea che l’aumento del numero dei lavoratori possa determinare automaticamente un cambiamento nella natura dell’impresa, quando il titolare continua a partecipare personalmente e professionalmente all’attività produttiva.
«Un’impresa artigiana deve poter crescere senza essere costretta a rinunciare alla propria identità», afferma il presidente, secondo il quale il quadro normativo deve tenere conto dei cambiamenti avvenuti nei mercati, nelle tecnologie, nell’organizzazione del lavoro e nelle competenze richieste alle aziende.
La proposta: superare gli attuali limiti dimensionali
Uno dei nodi della riforma riguarda quindi il possibile innalzamento della soglia fino a 49 dipendenti. La revisione punta inoltre ad ampliare le forme societarie che possono accedere alla qualifica, comprendendo anche le società a responsabilità limitata in presenza dei requisiti previsti dalla nuova disciplina.
Per Confartigianato Veneto, innovazione tecnologica, digitalizzazione e presenza sui mercati internazionali non dovrebbero essere considerate caratteristiche incompatibili con la natura artigiana di un’azienda. La posizione dell’associazione è che la disciplina debba continuare a riconoscere come elemento distintivo il ruolo diretto dell’imprenditore nel processo produttivo, anziché basarsi prevalentemente sul numero degli occupati.
Boschetto respinge inoltre l’interpretazione della riforma come richiesta di un regime privilegiato. L’obiettivo dichiarato è eliminare vincoli che, secondo l’associazione, potrebbero scoraggiare assunzioni e investimenti proprio quando un’impresa raggiunge una fase di espansione.
Concorrenza e contributi, confronto sugli effetti della riforma
Nel dibattito resta aperta la questione delle possibili conseguenze sulle condizioni concorrenziali e sulla finanza pubblica. Confartigianato Veneto chiede che eventuali stime relative a minori entrate fiscali o contributive siano elaborate sulla base del testo definitivo della riforma e di ipotesi verificabili.
Boschetto riconosce la necessità di garantire condizioni equilibrate tra aziende che operano sugli stessi mercati, soprattutto quando sono applicati sistemi differenti in materia di contribuzione, contratti di lavoro e ammortizzatori sociali. La riforma, nella posizione espressa dall’associazione, dovrebbe quindi combinare possibilità di crescita e parità delle condizioni concorrenziali.
Confartigianato precisa inoltre di non chiedere una riduzione delle tutele dei lavoratori. Il nuovo quadro dovrebbe mantenere regole definite sul piano previdenziale e contrattuale, lasciando però alle aziende la possibilità di aumentare occupazione, investimenti e capacità produttiva senza perdere automaticamente la qualifica artigiana.
Il confronto con Confindustria sul futuro delle imprese
Il presidente regionale invita infine a spostare il confronto con Confindustria sulle regole da applicare alle aziende in crescita. Per Boschetto, l’espansione di un’impresa artigiana che assume personale, investe in tecnologie e raggiunge nuovi mercati rappresenta un elemento di sviluppo per l’intero sistema produttivo.
La discussione sulla riforma si concentra quindi sul punto di equilibrio tra tutela della specificità artigiana e aggiornamento di una normativa risalente a oltre quarant’anni fa. Confartigianato Veneto richiama anche l’articolo 45 della Costituzione, che attribuisce alla legge il compito di tutelare e favorire lo sviluppo dell’artigianato, chiedendo che la nuova disciplina rifletta le caratteristiche delle imprese contemporanee e le trasformazioni intervenute nel sistema economico.
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