Vicenza, Teatro Olimpico chiuso nel 2027 per lavori antisismici
29/07/2026
Il Teatro Olimpico di Vicenza chiuderà temporaneamente alla fine del 2027 per consentire un vasto intervento di consolidamento antisismico, restauro delle strutture e potenziamento della prevenzione antincendio. Il cantiere dovrebbe durare circa un anno, periodo durante il quale il monumento palladiano, inserito nel patrimonio UNESCO, non potrà ospitare visite, spettacoli e manifestazioni. Gli appuntamenti culturali saranno trasferiti in altre sedi cittadine.
Quasi 2 milioni di euro per la sicurezza del monumento
Il programma dei lavori è stato presentato sul palco del Teatro Olimpico dal sindaco Giacomo Possamai, dall’assessora alla Cultura, al Turismo e all’Attrattività Ilaria Fantin e dall’assessore ai Lavori pubblici Cristiano Spiller.
Il Ministero della Cultura ha stanziato 1 milione e 745 mila euro per ridurre la vulnerabilità sismica dell’intero complesso. Il Comune di Vicenza aggiungerà altri 250 mila euro, destinati all’installazione di un sistema centralizzato di videosorveglianza a infrarossi collegato ai dispositivi di rilevazione degli incendi.
L’investimento complessivo raggiungerà così 1 milione e 995 mila euro, senza considerare eventuali ulteriori interventi sulle coperture. Per quest’ultima operazione l’amministrazione dispone già di un progetto esecutivo e sta cercando nuove risorse, con l’obiettivo di coordinare i cantieri ed evitare successive chiusure.
La comunicazione con largo anticipo permetterà alle associazioni e agli organizzatori che utilizzano abitualmente il Teatro Olimpico di riprogrammare stagioni, festival e rassegne. Tra gli spazi alternativi indicati dall’amministrazione figura l’Auditorium Canneti, destinato a tornare disponibile per le attività culturali.
Le scene scamozziane al centro del consolidamento
Le indagini tecniche hanno individuato nella parte strutturale che ospita le celebri scene scamozziane una delle zone più delicate dal punto di vista sismico. Gli interventi riguarderanno le murature, i solai, le coperture, le capriate e le strutture metalliche poste sopra gli ambienti scenici.
Le fessurazioni presenti nell’abside e nella parete rivolta verso il giardino saranno riparate con la tecnica della cucitura armata. Nei giunti di malta verranno inserite barre elicoidali in acciaio inox, così da ricomporre le lesioni e aumentare la capacità delle murature di resistere alle sollecitazioni.
La parete sud-est sarà collegata alle strutture realizzate durante il restauro di Palazzo del Territorio mediante una capriata interna. Il nuovo elemento avrà il compito di stabilizzare il muro e limitarne gli spostamenti in caso di terremoto.
Sulle coperture saranno rinforzati puntoni, falsi puntoni e travature lignee attraverso l’inserimento di assi in legno lamellare. È prevista inoltre la posa di un piano di controventamento formato da due strati di pannelli multistrato, dello spessore di circa 20 millimetri, collegati alla struttura principale mediante viti.
Il sistema sarà completato da una cerchiatura perimetrale in acciaio. Le capriate ribassate verranno stabilizzate con elementi trasversali, mentre nella zona davanti all’abside saranno installate funi metalliche per rafforzare le travi reticolari che sostengono i controsoffitti.
Interventi anche nella zona della versura
Il progetto interessa anche la cosiddetta versura, la parte del teatro collocata all’estremità delle scene verso il giardino. In questa zona si trovano i solai intermedi utilizzati per sostenere le luci e le attrezzature di scena.
Le crepe attorno alle finestre del primo e del secondo piano saranno ripristinate mediante barre elicoidali in acciaio. Sopra le aperture verranno realizzati nuovi architravi metallici, mentre i solai lignei saranno rinforzati dall’esterno per aumentarne la stabilità e la capacità di sostenere i carichi tecnici.
La scala di servizio che permette di raggiungere i diversi livelli sarà consolidata con funi metalliche collegate alla copertura. Anche i gradini in legno saranno irrobustiti mediante profili interni in metallo.
Nuove travi in legno lamellare saranno posizionate sotto quelle esistenti. Sulla falda verrà applicato lo stesso sistema previsto per le scene scamozziane, con pannelli strutturali multistrato e una cerchiatura metallica lungo il perimetro.
Telecamere a infrarossi contro il rischio di incendio
Il finanziamento comunale da 250 mila euro permetterà di creare un impianto video centralizzato operativo 24 ore su 24. Le telecamere digitali a infrarossi saranno installate in corrispondenza dei rilevatori antincendio già presenti, scegliendo modello e ottica in base alle caratteristiche dei singoli ambienti.
Il sistema consentirà agli operatori di verificare immediatamente la zona dalla quale proviene un allarme. Le immagini saranno visualizzate e registrate in tempo reale nelle aree dell’odeo e dell’antiodeo, sulle scene, sul palco, nel peristilio, nella platea e sulla gradinata davanti al palcoscenico.
La misura è stata pensata per rendere più rapida la risposta a eventuali principi di incendio, un rischio particolarmente delicato in un edificio storico caratterizzato dalla presenza di elementi lignei, apparati scenici e materiali di elevato valore artistico.
Due stagioni prima della chiusura
«Ci rinnoviamo per i prossimi 500 anni» è il messaggio scelto dall’amministrazione per accompagnare la campagna di comunicazione sul restauro. Prima della chiusura restano ancora due stagioni di visite e spettacoli, durante le quali sarà illustrato al pubblico il percorso tecnico e culturale dell’intervento.
Il progetto deriva dall’accordo di collaborazione sottoscritto il 18 gennaio 2024 tra il Comune di Vicenza, proprietario del teatro, e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. La Soprintendenza gestirà il finanziamento ministeriale e garantirà la direzione tecnico-scientifica delle opere, verificandone la compatibilità con l’autenticità del monumento.
Il Teatro Olimpico è stato inserito nel programma nazionale di verifica e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale avviato dal Ministero. Risorse analoghe sono state destinate anche ad altri edifici simbolo di Vicenza, tra cui il chiostro e il campanile della chiesa di Santa Corona e la chiesa di Santa Maria Nova.
Al termine del cantiere, il teatro progettato da Andrea Palladio e completato con le prospettive sceniche di Vincenzo Scamozzi sarà restituito alla città con strutture consolidate, coperture più sicure e un sistema antincendio aggiornato, mantenendo intatti gli elementi architettonici e scenografici che lo rendono uno dei monumenti più riconoscibili di Vicenza.
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