Veneto, nasce il Tavolo per riformare i servizi sulle dipendenze
23/07/2026
La Regione Veneto istituisce un Tavolo tecnico per aggiornare l’organizzazione dei servizi dedicati alle dipendenze patologiche. Il nuovo organismo riunirà i Dipartimenti per le Dipendenze delle Aziende Ulss, le realtà del privato sociale accreditato e le strutture regionali competenti, con il compito di elaborare una revisione organica delle Unità di Offerta presenti sul territorio.
Nuovi standard per strutture e servizi territoriali
Il percorso tecnico-amministrativo dovrà aggiornare la classificazione, i requisiti, gli standard e gli indicatori utilizzati nel sistema regionale delle dipendenze. Il lavoro riguarderà l’intera rete: servizi ambulatoriali e territoriali, strutture residenziali e centri semiresidenziali.
Il Tavolo dovrà verificare che la classificazione delle strutture e i livelli di assistenza corrispondano ai bisogni reali delle persone prese in carico. La revisione terrà conto delle linee strategiche indicate dalla Conferenza nazionale sulle Dipendenze nei settori della prevenzione, della cura, della riabilitazione e del reinserimento sociale e lavorativo.
L’assessore regionale Paola Roma ha spiegato che l’attuale sistema deve confrontarsi con fenomeni profondamente cambiati: sostanze caratterizzate da una maggiore pericolosità, diffusione del policonsumo, assunzioni utilizzate con funzione anestetica e disturbi comportamentali complessi. A queste condizioni si aggiungono situazioni nuove, che richiedono strumenti adeguati di prevenzione e contrasto.
Collaborazione tra Ulss e privato sociale accreditato
La composizione del Tavolo punta a integrare le competenze maturate nei servizi pubblici con l’esperienza delle strutture accreditate. La proposta di revisione sarà sviluppata da professionisti che operano quotidianamente con persone affette da dipendenze patologiche, partendo dai dati disponibili e dalle esigenze rilevate durante i percorsi assistenziali.
Tra i criteri indicati dalla Regione figura l’appropriatezza clinica e sociosanitaria degli interventi. Il Tavolo dovrà inoltre rafforzare la continuità assistenziale tra i servizi delle Aziende Ulss e le strutture del privato sociale, evitando interruzioni nei programmi terapeutici e riabilitativi.
Un altro obiettivo riguarda l’omogeneità dei requisiti applicati sul territorio regionale. Le regole comuni dovranno garantire livelli assistenziali coerenti nelle diverse province, pur rispettando le caratteristiche e le necessità specifiche di ciascuna area.
Progetti terapeutici costruiti sui bisogni della persona
La revisione dovrà considerare anche la sostenibilità organizzativa ed economica delle Unità di Offerta. La Regione intende costruire un modello capace di utilizzare le risorse disponibili in modo coerente con la complessità dei percorsi di cura, mantenendo la persona al centro delle decisioni assistenziali.
Ogni progetto terapeutico e riabilitativo dovrà essere definito sulla base delle condizioni individuali, delle forme di dipendenza riscontrate e delle prospettive di reinserimento sociale e lavorativo. L’impostazione riconosce che modalità di consumo, fragilità personali e contesti familiari possono richiedere risposte differenti anche all’interno della stessa tipologia di servizio.
Il Tavolo regionale lavorerà in coordinamento con le iniziative già avviate sulle strutture residenziali, semiresidenziali e ambulatoriali, comprese le questioni portate all’attenzione della Commissione Salute nazionale.
Una parte specifica dell’attività sarà dedicata alle dipendenze che coinvolgono giovani e giovanissimi. Secondo l’assessore Roma, l’età delle persone interessate e la crescente complessità dei comportamenti rendono necessario rafforzare la capacità della rete di individuare precocemente i bisogni e costruire interventi mirati.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to