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Veneto, nasce il Cammino Cimbro: 124 km in nove tappe

31/07/2026

Veneto, nasce il Cammino Cimbro: 124 km in nove tappe

Un itinerario di 124 chilometri collegherà Giazza, in provincia di Verona, a Luserna, in Trentino, attraversando la Lessinia, le Piccole Dolomiti e l’Altopiano dei Sette Comuni. La Giunta regionale del Veneto ha approvato il Cammino Cimbro di Santa Margherita, un percorso articolato in nove tappe che unisce le principali comunità ancora legate alla lingua, alle tradizioni e alla storia millenaria del popolo cimbro.

Il riconoscimento è stato deliberato su proposta del vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto, nell’ambito della legge regionale 4 del 2020 dedicata alla valorizzazione e alla promozione dei Cammini Veneti. La gestione sarà affidata all’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti, responsabile della manutenzione, della sicurezza, della segnaletica e delle attività di promozione turistica.

Nove tappe tra Giazza e Luserna

Il Cammino Cimbro di Santa Margherita ripercorre antichi tracciati utilizzati dalle popolazioni cimbre insediate nelle montagne venete a partire dal XII secolo. Le nove tappe avranno una lunghezza compresa tra 10 e 20 chilometri e saranno percorribili nell’arco di una giornata.

L’itinerario privilegia sentieri escursionistici e strade secondarie, attraversando boschi, pascoli, vallate e dorsali prealpine. Lungo il percorso saranno disponibili collegamenti con il trasporto pubblico locale, strutture ricettive e punti di ristoro, elementi pensati per facilitare l’organizzazione del viaggio anche a chi intende affrontare soltanto alcune tappe.

Il tracciato parte da Giazza, frazione del Comune veronese di Selva di Progno, e raggiunge Luserna, comunità trentina nella quale la lingua cimbra è ancora parlata e tutelata. Il collegamento supera quindi i confini amministrativi e restituisce unità a un patrimonio culturale condiviso tra territori montani vicini.

Lingua, contrade e architettura raccontano la cultura cimbra

Chi percorrerà il cammino potrà riconoscere le tracce della presenza cimbra nella toponomastica, nell’organizzazione delle contrade, negli edifici rurali e nelle tradizioni popolari. Musei dedicati alla civiltà locale e alla Grande Guerra completeranno l’offerta culturale, insieme alle produzioni casearie d’alpeggio e ai piatti tipici delle comunità attraversate.

“È un viaggio dentro le radici dell’identità locale, capace di raccontare una storia lunga quasi mille anni”, ha dichiarato Lucas Pavanetto. Secondo il vicepresidente, il nuovo percorso arricchisce la rete regionale con una proposta capace di coniugare valore paesaggistico, memoria storica e opportunità economiche per i piccoli centri montani.

Il cammino viene presentato anche come un corridoio ecologico e culturale. La distribuzione dei visitatori su un territorio ampio potrà ridurre la pressione sui sentieri maggiormente frequentati, favorendo una fruizione più equilibrata delle aree naturali e creando occasioni di lavoro per strutture ricettive, ristoratori, guide e produttori locali.

Santa Margherita lega chiese, capitelli e stele votive

Il filo religioso dell’itinerario è rappresentato dalla devozione a Santa Margherita di Antiochia, particolarmente radicata nelle comunità cimbre. Chiese, capitelli e stele votive accompagnano il percorso e documentano il ruolo assunto dalla fede nella vita quotidiana delle popolazioni montane.

L’assessore regionale agli Enti locali e all’Identità veneta, Marco Zecchinato, ha sottolineato come il progetto sia nato dalle comunità di Giazza e Luserna. La gestione affidata a un ente territoriale dovrebbe garantire il coinvolgimento diretto dei Comuni, delle associazioni e degli operatori chiamati a trasformare il tracciato in un’esperienza organizzata e riconoscibile.

La componente spirituale si affianca alla scoperta del paesaggio e delle testimonianze materiali. La visita ai luoghi di culto consentirà di ricostruire una parte della storia cimbra attraverso simboli, iscrizioni e architetture che hanno conservato nel tempo la memoria delle comunità.

Turismo lento per sostenere le aree montane

La Regione considera il turismo a piedi uno strumento per distribuire le presenze durante l’intero anno e sostenere i territori interni. La permanenza nei borghi e l’utilizzo dei servizi locali possono generare ricadute economiche diffuse, evitando che i benefici si concentrino esclusivamente nelle destinazioni montane più conosciute.

Il nuovo cammino dovrà essere mantenuto accessibile e sicuro attraverso controlli sul tracciato, segnaletica uniforme e informazioni aggiornate per gli escursionisti. L’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti sarà inoltre chiamata a coordinare la promozione e il rapporto con le amministrazioni attraversate.

Con l’approvazione regionale, il Cammino Cimbro di Santa Margherita entra ufficialmente nella rete dei percorsi riconosciuti dal Veneto. Il progetto punta ora a trasformare 124 chilometri di sentieri e strade montane in un itinerario unitario, nel quale paesaggio, cultura, spiritualità e accoglienza raccontano la storia delle comunità cimbre tra Veneto e Trentino.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to