Siccità in Veneto, nasce il Tavolo regionale per nuovi invasi
18/09/2026
Un Tavolo tecnico regionale sulla crisi idrica per programmare nuovi invasi, recuperare quelli esistenti e rendere più efficiente l’utilizzo dell’acqua destinata all’agricoltura. La Regione Veneto ha avviato il nuovo organismo il 17 settembre a Mestre, riunendo le principali associazioni agricole e ANBI Veneto. L’obiettivo è passare dalla gestione delle emergenze a una pianificazione continuativa della risorsa, individuando interventi prioritari, progetti già disponibili e possibili fonti di finanziamento.
Regione e agricoltori al tavolo sulla crisi idrica
Al primo incontro convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond hanno partecipato Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confederazione Agricola e Alimentare, Copagri e ANBI Veneto. Il confronto dovrà servire a coordinare le esigenze delle imprese agricole con le attività dei Consorzi di bonifica e con la programmazione regionale.
La linea indicata dalla Regione prevede una gestione dell’acqua estesa all’intero arco dell’anno. L’impostazione parte dalla necessità di conoscere con maggiore precisione le disponibilità idriche, le modalità di utilizzo e la capacità di accumulo, in modo da poter intervenire prima che la riduzione delle portate di fiumi e canali produca conseguenze sulle coltivazioni.
Bond ha spiegato che la frequenza delle situazioni di scarsità rende necessario superare una gestione basata esclusivamente sull’emergenza. Il Tavolo avrà quindi il compito di mettere in relazione progettazione, priorità territoriali e risorse economiche disponibili.
Nuovi bacini e recupero degli invasi esistenti
Tra gli obiettivi figura la definizione di un piano straordinario per individuare, recuperare e realizzare bacini di accumulo nel territorio veneto. La Regione dispone già di un quadro tecnico sviluppato insieme ad ANBI Veneto, che raccoglie possibili soluzioni per aumentare la capacità di conservazione dell’acqua a uso irriguo ed ecosistemico.
Il documento di riferimento, denominato “Quadro conoscitivo sui bacini in cui invasare la risorsa idrica, ad uso irriguo ed ecosistemico”, è stato approvato dalla Giunta regionale con la deliberazione numero 178 del 24 febbraio 2023. Il piano costituisce la base per la successiva progettazione degli interventi e per la candidatura alle diverse linee di finanziamento.
Il lavoro aveva preso avvio nel 2022 attraverso una collaborazione con ANBI Veneto e comprende anche ipotesi relative al recupero di cave dismesse e alla costruzione di piccoli invasi in pianura e nelle zone collinari.
Efficienza irrigua e risparmio insieme agli invasi
La strategia regionale si svilupperà su due livelli. Il primo riguarda l’aumento della capacità di accumulo, mentre il secondo punta a utilizzare con maggiore efficienza l’acqua già disponibile attraverso il miglioramento delle reti irrigue, l’ottimizzazione delle derivazioni e una gestione più dinamica delle disponibilità.
Secondo Bond, la costruzione degli invasi rappresenta una parte della risposta, ma deve procedere insieme a interventi capaci di ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza dei sistemi irrigui. Nel breve periodo il lavoro sarà quindi orientato alla gestione della risorsa esistente; nel medio e lungo termine l’obiettivo sarà aumentare i volumi che possono essere conservati e distribuiti durante i periodi più critici.
Il tema assume un peso particolare per il comparto agricolo regionale. Già nella programmazione avviata nel 2022, la Regione indicava una superficie agricola interessata dall’irrigazione collettiva superiore a 600mila ettari, con oltre 700 punti di prelievo gestiti dai Consorzi di bonifica.
Attenzione anche agli invasi nelle aree montane
Il Tavolo dovrà affrontare anche le esigenze delle zone montane, dove la capacità di trattenere e rendere disponibile l’acqua nei periodi di scarsità è considerata strategica. Tra le ipotesi indicate figurano il recupero e l’efficientamento degli invasi esistenti, l’aumento della capacità di accumulo e la costruzione di nuovi bacini nei siti tecnicamente compatibili.
L’impostazione regionale prevede inoltre di valutare piccoli bacini e interventi per favorire la ricarica delle falde, evitando che la risposta alle crisi idriche si traduca esclusivamente in maggiori prelievi dalle aree nelle quali la risorsa è ancora disponibile.
Il nuovo Tavolo dovrà ora trasformare il patrimonio di progetti e analisi già esistente in una graduatoria di interventi, individuando quelli considerati prioritari e le risorse necessarie alla loro realizzazione. Il passaggio successivo sarà portare le opere selezionate dalla fase di programmazione a quella dei cantieri.
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