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Imballaggi, nuove regole Ue dal 12 agosto: 40mila imprese venete coinvolte

10/08/2026

Imballaggi, nuove regole Ue dal 12 agosto

Dal 12 agosto 2026 entrano in applicazione le prime disposizioni del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, il PPWR, con effetti anche su una parte rilevante dell’artigianato veneto. Secondo Confartigianato Imprese Veneto, sono oltre 40mila le aziende attive nei comparti potenzialmente interessati, dall’alimentare al legno-arredo, dalla moda alla cosmetica, fino alla meccanica e ad altre attività manifatturiere. L’associazione condivide gli obiettivi ambientali della normativa, ma chiede che l’adeguamento non si trasformi in nuovi costi e adempimenti sproporzionati per micro e piccole imprese.

Conformità e documentazione, cosa cambia per le imprese

Il nuovo quadro europeo coinvolge diverse tipologie di imballaggio e introduce obblighi che cambiano in funzione del ruolo ricoperto dall’impresa nella filiera, del mercato di destinazione e delle modalità attraverso cui viene commercializzato il prodotto.

Le disposizioni possono riguardare gli imballaggi utilizzati per i prodotti venduti sul mercato nazionale, quelli realizzati direttamente dalle aziende, le confezioni destinate all’esportazione e gli imballaggi impiegati nelle vendite online verso altri Paesi dell’Unione europea.

Per le imprese diventerà quindi necessario prestare particolare attenzione alla conformità dei materiali utilizzati, alla disponibilità della documentazione tecnica e alle eventuali dichiarazioni previste dalla normativa.

Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, invita ogni azienda a verificare attentamente il proprio ruolo nella filiera, così da comprendere quali responsabilità le competano direttamente e quali ricadano invece sui fornitori. Per accompagnare gli operatori nella fase di adeguamento, l’associazione ha annunciato l’organizzazione di un webinar dedicato alle nuove regole.

Semplificazioni previste per le microimprese

Il regolamento contiene alcune disposizioni specifiche per le realtà con meno di dieci addetti. In determinate condizioni, quando il titolare del marchio è una microimpresa e il fornitore dell’imballaggio ha sede nello stesso Stato membro, sarà quest’ultimo ad assumere il ruolo di fabbricante ai fini degli obblighi legati alla conformità e alla relativa dichiarazione.

Confartigianato porta come esempio quello di un piccolo birrificio italiano che acquista le bottiglie da un produttore di vetro con sede in Italia: in questa situazione, secondo la disciplina richiamata dall’associazione, gli obblighi di dichiarazione possono ricadere sul fornitore dell’imballaggio.

Per le aziende di minori dimensioni rimane però centrale la possibilità di ottenere dai fornitori documentazione chiara e facilmente accessibile, evitando che gli operatori debbano sostenere verifiche tecniche difficili da gestire con strutture amministrative ridotte.

Imballaggi alimentari, dal 12 agosto limiti sui PFAS

Una delle novità maggiormente rilevanti riguarda il settore alimentare. Dal 12 agosto entreranno infatti in vigore specifici limiti alla presenza di PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Il Regolamento Ue 2025/40 vieta l’immissione sul mercato delle confezioni quando le concentrazioni delle sostanze raggiungono o superano le soglie previste.

Il presidente della federazione Alimentazione di Confartigianato Imprese Veneto, Cristiano Gaggion, evidenzia il ruolo del packaging nella conservazione, nella sicurezza e nella qualità dei prodotti. Per le aziende alimentari diventa quindi determinante poter contare su fornitori in grado di garantire la conformità dei materiali e fornire la documentazione necessaria.

Il tema assume un peso particolare anche per le imprese orientate ai mercati internazionali. Confartigianato ricorda che l’export alimentare veneto, tra cibo e bevande, vale circa 9,3 miliardi di euro, rendendo particolarmente sensibile il rapporto tra nuovi obblighi europei e competitività delle aziende.

Più attenzione anche agli imballaggi dell’e-commerce

Il nuovo quadro interessa infine le imprese che vendono attraverso il commercio elettronico. Per le spedizioni verso altri Paesi dell’Unione europea sarà necessario valutare con maggiore attenzione quantità, dimensioni e tipologia degli imballaggi utilizzati.

L’indicazione è quella di ridurre, dove possibile, confezioni sovradimensionate e materiali superflui. Confartigianato Veneto chiede però che la transizione verso sistemi di packaging più sostenibili sia accompagnata da indicazioni operative chiare, evitando che gli obiettivi ambientali producano un aumento degli oneri burocratici e finanziari soprattutto per le realtà artigiane di dimensioni più contenute.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to