Villaggio Giuliano, targa per gli esuli a Vicenza
18/05/2026
Una targa in via Bertolo ricorda da oggi l’accoglienza offerta dal Villaggio Giuliano di Campedello agli esuli istriani, fiumani e dalmati arrivati a Vicenza dopo il dramma del secondo dopoguerra. La cerimonia si è svolta nel luogo che, a metà degli anni Cinquanta, ospitò famiglie costrette a lasciare case, affetti e terre d’origine, trovando nel quartiere vicentino uno spazio di ripartenza e di comunità.
La cerimonia in via Bertolo e il richiamo alla memoria
L’inaugurazione è stata promossa dai consiglieri comunali Cecilia Bassanello e Alessandro Marchetti, con la partecipazione del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, dell’assessore Leonardo Nicolai, dei rappresentanti del quartiere e dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. A intervenire, prima dello scoprimento della targa, sono stati Maria Cristina Sponza, presidente dell’associazione, la consigliera di Quartiere 4 Franca Bonetto, Roberto Pillepich e Giulia Stella, entrambi figli di esuli.
Possamai ha definito l’iniziativa un gesto di memoria, riconoscenza e responsabilità verso una pagina della storia vicentina e italiana rimasta a lungo ai margini del racconto pubblico. Il sindaco ha ricordato il dolore vissuto da migliaia di donne, uomini e bambini costretti ad abbandonare l’Istria, Fiume e la Dalmazia, sottolineando il ruolo avuto da Vicenza nell’accoglienza di chi arrivò in città in un passaggio difficile della storia nazionale.
Il Villaggio Giuliano di Campedello, proprio per la sua origine, assume un valore particolare: non rappresenta soltanto un insediamento urbano, ma un luogo in cui la vicenda dell’esodo si intreccia con la capacità di una comunità di offrire ospitalità, sostegno e possibilità di integrazione. La targa, collocata sul muro esterno di uno degli edifici del villaggio, restituisce visibilità a quella storia e la consegna anche alle generazioni che non hanno conosciuto direttamente i testimoni.
Il testo della targa e il ruolo degli ultimi testimoni
La proposta di installare il ricordo pubblico è nata anche dal desiderio dei pochi esuli ancora in vita, testimoni diretti del dramma giuliano-dalmata del secondo dopoguerra. L’iniziativa è stata sostenuta dall’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Vicenza e dal Consiglio di Quartiere 4 della Riviera Berica, con il contributo della Commissione consultiva per la toponomastica cittadina nella definizione del testo.
L’assessore Nicolai ha ringraziato la comunità che si è attivata per arrivare alla collocazione della targa, richiamando il compito della toponomastica nel dare identità ai luoghi e nel renderli parte del racconto condiviso della città. Dopo gli interventi delle autorità, il sindaco ha scoperto la targa e ne ha letto il contenuto, prima della benedizione impartita da don Ivan Arsego.
Il testo inciso richiama quello già utilizzato presso l’omologo Villaggio Giuliano di Roma, con una revisione condivisa a livello cittadino: “In questo luogo nel 1955 trovarono ospitalità gli esuli istriani, fiumani e dalmati costretti ad abbandonare la propria terra per rimanere liberi cittadini italiani. A ricordo, la Città di Vicenza pose 16 maggio 2026”. Parole che fissano nel quartiere una traccia concreta dell’accoglienza ricevuta e del significato originario del Villaggio Giuliano di Campedello.
Articolo Precedente
Vicenza, volontariato estivo per 520 giovani: iscrizioni aperte
Articolo Successivo
Centro Diurno “O. Trento” riaperto a Vicenza per 27 anziani