Centro Diurno “O. Trento” riaperto a Vicenza per 27 anziani
18/05/2026
Il Centro Diurno “O. Trento” di Ipab di Vicenza ha riaperto oggi nei locali rinnovati al pianterreno della Residenza per anziani di contrà San Pietro 71/73, tornando a offrire un servizio dedicato agli anziani non autosufficienti e alle famiglie che li assistono quotidianamente. A pieno regime la struttura potrà accogliere 27 ospiti, con attività dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 17, e un programma riabilitativo personalizzato costruito da un’équipe multidisciplinare.
Il ritorno del servizio dopo la chiusura del 2020
Alla riapertura erano presenti il presidente di Ipab di Vicenza Achille Variati, il direttore generale Annalisa Bergozza, il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore al sociale Matteo Tosetto, il consigliere comunale Raffaele Colombara e il direttore delle Cure primarie del Distretto Est dell’Ulss 8 Berica, Paolo Sandonà. Il cappellano di Ipab, don Rosino Giacomin, ha benedetto i locali durante la cerimonia.
Il Centro Diurno “O. Trento” era nato nel 1994 per rispondere ai bisogni delle persone fragili e dei loro nuclei familiari, attraverso un modello capace di unire assistenza sanitaria, riabilitazione, socializzazione e sostegno ai caregiver. L’attività era proseguita senza interruzioni fino al 2020, quando la struttura era stata chiusa in concomitanza con la pandemia da Covid-19.
La riapertura si inserisce nel percorso avviato da Ipab e Comune per rafforzare la rete dei centri diurni cittadini. Dopo Villa Rota Barbieri e via Bachelet, il ritorno del servizio in contrà San Pietro rappresenta un ulteriore passaggio nella ricostruzione di un sistema di assistenza semiresidenziale pensato per sostenere gli anziani e alleggerire il carico delle famiglie.
Riabilitazione, Parkinson e sostegno alle famiglie
La nuova impostazione gestionale prevede una particolare attenzione anche alle persone affette da Malattia di Parkinson e da patologie neurodegenerative. L’obiettivo è contribuire al mantenimento delle autonomie residue, migliorare la qualità della vita, ridurre l’isolamento sociale e favorire una presa in carico più adeguata nelle diverse fasi della fragilità.
Il percorso individuale sarà definito da una squadra composta da medico, infermiere, fisioterapista, neuropsicologo, logopedista, educatore professionale e operatori socio-sanitari. Tra le attività previste figurano riabilitazione motoria, training del cammino, stimolazione cognitiva, memory training, laboratori creativi, attività occupazionali, monitoraggio sanitario, gestione terapeutica e momenti di supporto e formazione per i familiari.
Variati ha indicato la riapertura come primo tassello di una rete orientata alla prevenzione delle malattie neurodegenerative e alla presa in carico delle persone nei diversi stadi della patologia. Possamai ha richiamato l’impegno assunto dall’amministrazione per riaprire i tre centri diurni cittadini, definendoli luoghi essenziali dal punto di vista sociosanitario, umano e relazionale, capaci anche di contrastare la solitudine degli anziani.
Bergozza ha sottolineato il valore della semiresidenzialità nel garantire assistenza qualificata agli ospiti e un supporto concreto alle famiglie nella gestione quotidiana della non autosufficienza. Sandonà, per l’Ulss 8 Berica, ha infine richiamato le numerose richieste che arrivano dai nuclei familiari e dagli enti del territorio, evidenziando la collaborazione tra ambito sociale e sanitario nella costruzione di risposte più vicine ai bisogni reali della comunità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to