Vicenza, arrestato 30enne per la truffa del falso carabiniere
27/07/2026
Un uomo di 30 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Vicenza dopo una truffa commessa ai danni di un’anziana nel centro cittadino con la tecnica del falso carabiniere. Il sospettato è stato rintracciato alla stazione ferroviaria poco dopo il colpo e trovato in possesso di un orologio e di altri preziosi sottratti alla donna, per un valore complessivo di diverse migliaia di euro. Tutta la refurtiva è stata recuperata e restituita alla proprietaria.
La telefonata e l’arrivo del falso funzionario
L’episodio si è verificato nel pomeriggio del 24 luglio. La vittima ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Durante la conversazione, il falso militare è riuscito a convincerla che un presunto funzionario del Tribunale avrebbe raggiunto la sua abitazione per svolgere alcuni accertamenti.
Poco dopo, un secondo uomo si è presentato alla porta della donna ed è riuscito a entrare nell’appartamento. Con il pretesto di dover confrontare oro, gioielli e altri oggetti di valore con della refurtiva recuperata dopo precedenti reati, il visitatore ha chiesto all’anziana di mostrargli i preziosi custoditi in casa.
La donna ha manifestato dubbi sulla credibilità della richiesta. Per rassicurarla, l’uomo l’ha invitata a telefonare al 112 e a verificare direttamente con le forze dell’ordine. La chiamata, tuttavia, sarebbe stata intercettata dal complice che aveva avviato il raggiro e che, fingendo ancora di essere un carabiniere, ha confermato la falsa ricostruzione.
Durante il colloquio l’anziana ha iniziato a sospettare definitivamente di essere vittima di una truffa e ha invitato l’estraneo a lasciare l’abitazione. Subito dopo ha contattato la figlia, alla quale ha raccontato quanto accaduto. Controllando gli oggetti presenti nell’appartamento, si è accorta della scomparsa di un orologio di valore e di altri preziosi.
Le immagini delle telecamere conducono alla stazione
La figlia della vittima ha segnalato l’accaduto al 113. Gli agenti della Squadra Volante sono arrivati rapidamente nell’abitazione e hanno raccolto una descrizione dell’uomo entrato in casa.
I poliziotti hanno inoltre acquisito i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza dello stabile. Nelle immagini era visibile un soggetto che lasciava il condominio e si allontanava a piedi. La fisionomia, gli indumenti e la direzione seguita hanno permesso agli operatori di estendere immediatamente le ricerche verso i principali punti utilizzati per lasciare la città.
La pattuglia ha raggiunto la stazione ferroviaria di Vicenza, dove ha individuato un uomo corrispondente alla persona ripresa dalle telecamere. Il sospettato è stato fermato prima che potesse salire su un treno o allontanarsi dal capoluogo.
Preziosi recuperati durante la perquisizione
Nel corso della perquisizione personale, gli agenti hanno trovato l’orologio e gli altri oggetti sottratti poco prima dall’appartamento. I preziosi, dal valore commerciale stimato in svariate migliaia di euro, sono stati riconosciuti dall’anziana e riconsegnati integralmente.
L’uomo è stato accompagnato negli uffici della Questura per gli accertamenti. È stato identificato come un cittadino italiano di 30 anni, originario della provincia di Napoli e già conosciuto dalle forze dell’ordine per precedenti specifici relativi a reati contro il patrimonio.
Gli elementi raccolti attraverso la testimonianza della vittima, il riconoscimento fotografico, i filmati dello stabile e il ritrovamento della refurtiva hanno portato all’arresto del trentenne. Su disposizione della Procura della Repubblica di Vicenza, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida con rito direttissimo, fissata per la mattina del 25 luglio.
Indagini sul complice rimasto al telefono
Gli accertamenti proseguono per individuare la persona che avrebbe contattato telefonicamente l’anziana e gestito la falsa chiamata al numero di emergenza. Il meccanismo utilizzato mostra una precisa divisione dei ruoli: un complice mantiene la vittima al telefono e costruisce una situazione di urgenza, mentre un secondo soggetto raggiunge l’abitazione per prelevare denaro e gioielli.
La Polizia invita a non consegnare preziosi o contanti a persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine, funzionari pubblici o incaricati del Tribunale. In presenza di richieste sospette è necessario interrompere la conversazione e contattare autonomamente il numero di emergenza, utilizzando possibilmente un altro telefono.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità penale dell’arrestato dovrà essere accertata nel corso del giudizio e potrà essere considerata definitiva soltanto dopo una sentenza irrevocabile.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to