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Via Aldo Moro, parte la fase decisiva per scegliere il nuovo tracciato

20/04/2026

Via Aldo Moro, parte la fase decisiva per scegliere il nuovo tracciato

Il prolungamento di via Aldo Moro torna al centro della pianificazione infrastrutturale vicentina con un passaggio che, pur essendo tecnico, ha un peso politico e territoriale molto concreto. La pubblicazione della procedura aperta per affidare la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali segna infatti l’avvio formale della fase in cui si dovrà capire quale soluzione possa davvero migliorare il collegamento tra la viabilità locale e la rete principale, superando criticità che da anni rallentano un’opera ritenuta strategica per Vicenza e per il territorio limitrofo.

Il percorso viene portato avanti da Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, in collaborazione con gli enti territoriali coinvolti, dopo una lunga fase di confronto che ha messo allo stesso tavolo il Comune di Vicenza, il Comune di Bolzano Vicentino e la concessionaria autostradale. Il punto centrale, adesso, non è più soltanto ribadire la necessità dell’intervento, ma individuare con metodo quale ipotesi progettuale possa reggere sotto il profilo funzionale, ambientale e urbanistico, in un’area che nel frattempo è cambiata profondamente rispetto a quando furono concepite le soluzioni storiche.

Tre scenari sul tavolo per un’opera attesa da oltre trent’anni

Il DocFAP dovrà mettere a confronto diverse alternative di tracciato, offrendo una base tecnica solida per le decisioni successive. È un passaggio decisivo perché consente di uscire dalla logica dell’ipotesi unica e di valutare in modo comparativo costi, impatti e benefici delle diverse soluzioni. Tra gli scenari individuati c’è quello di Anconetta, che prevede la risoluzione dell’interferenza con la Strada Postumia attraverso un sottopassaggio. Accanto a questo compare l’ipotesi Ospedaletto, collocata a nord della linea ferroviaria Vicenza-Treviso e anch’essa pensata con sottopassaggio della Postumia.

La vera novità, sul piano politico e progettuale, è però rappresentata dal terzo scenario, quello del Casello Vicenza Nord, che immagina uno sviluppo delle infrastrutture in affiancamento alla ferrovia, con prosecuzione oltre i confini comunali di Vicenza fino al territorio di Bolzano Vicentino e attestazione sulla SS53 nell’area dell’attuale casello. È l’ipotesi più recente, nata dopo anni di confronto e approfondimenti, ed è anche quella su cui si concentrano molte attese, proprio perché prende forma in un contesto diverso e prova a rispondere a criticità che avevano frenato i tracciati storici.

Secondo il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e il sindaco di Bolzano Vicentino Lorenzo Cracco, il riavvio della progettazione rappresenta una svolta per un’infrastruttura attesa da oltre trent’anni dalla città e dal suo hinterland. Il Documento di fattibilità, osservano i due amministratori, servirà soprattutto a capire se questa terza strada sia davvero praticabile e se possa trasformarsi nella soluzione concreta capace di sbloccare un percorso rimasto a lungo immobile.

Viabilità, territorio e servizi: un progetto che va oltre la strada

Il dibattito attorno al prolungamento di via Aldo Moro non riguarda soltanto il traffico veicolare. È proprio questo uno degli aspetti che emergono con maggiore forza dalle dichiarazioni istituzionali. Il consigliere comunale di Vicenza delegato alle Grandi Infrastrutture, Angelo Tonello, richiama il fatto che i tracciati storici derivano da impostazioni progettuali datate, pensate quando il contesto urbanistico era molto diverso da quello attuale. Dopo la bocciatura da parte dell’UNESCO della soluzione Anconetta con scavalco della Postumia, l’amministrazione ha scelto di tornare ad ascoltare il territorio e di approfondire un’alternativa nuova, capace di adattarsi meglio alle esigenze emerse nel frattempo.

Per Bolzano Vicentino, inoltre, la questione si intreccia con altri temi di riequilibrio territoriale. Il sindaco Cracco sottolinea come le frazioni di Ospedaletto e Lisiera possano finalmente essere ricucite anche attraverso connessioni ciclopedonali oggi mancanti, in un’area che la Valdastico ha storicamente separato. Allo stesso tempo viene richiamata la possibilità di ripensare la fermata ferroviaria di Lisiera, con una ricollocazione in prossimità del nuovo casello che permetterebbe di restituire al territorio un servizio perso. Il progetto, quindi, non si esaurisce nella realizzazione di una nuova infrastruttura stradale, ma può diventare l’occasione per rimettere mano a un assetto più ampio della mobilità locale.

Il cronoprogramma indicato prevede la redazione del DocFAP entro il 2026, l’approvazione all’inizio del 2027 e, successivamente, la condivisione degli esiti con gli enti competenti per proseguire con le fasi progettuali successive. La direzione costruzioni di Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, attraverso le parole di Gabriella Costantini, conferma la volontà di garantire continuità tecnica e presenza stabile sul territorio. Quando i documenti progettuali saranno disponibili, i sindaci hanno già annunciato un nuovo passaggio pubblico con la cittadinanza, per aprire un confronto diretto e accompagnare la scelta finale con un coinvolgimento più ampio. È in quella fase che un procedimento tecnico diventerà pienamente una decisione urbana e politica, destinata a incidere per molti anni sull’assetto della mobilità vicentina.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.