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Carte d’identità cartacee, Vicenza rassicura: il sistema regge

20/04/2026

Carte d’identità cartacee, Vicenza rassicura: il sistema regge

La sostituzione delle carte d’identità cartacee a Vicenza entra in una fase particolarmente delicata, ma il messaggio che arriva da Palazzo Trissino e dalla Prefettura punta a disinnescare timori e incertezze. Con una lettera aperta firmata dal prefetto Filippo Romano e dal sindaco Giacomo Possamai, l’amministrazione ha scelto di parlare direttamente ai cittadini per chiarire che il percorso avviato nei mesi scorsi sta procedendo con ordine e che l’obiettivo fissato, cioè arrivare preparati alla scadenza del 3 agosto 2026, resta concreto e raggiungibile. In quella data, come previsto dalla normativa europea recepita dal Ministero dell’Interno, le vecchie carte d’identità cartacee non saranno più valide.

Il tono della comunicazione istituzionale è netto e prova a restituire fiducia: il sistema organizzativo predisposto dal Comune viene descritto come solido, monitorato e capace di adattarsi alle esigenze della cittadinanza, tanto da essere già osservato con interesse anche da altre amministrazioni del territorio. Nella stessa lettera trova spazio anche un riconoscimento al lavoro dell’Ufficio Anagrafe e degli operatori impegnati nel rilascio delle carte d’identità elettroniche, ringraziati per la dedizione e per il senso di responsabilità dimostrato in questi mesi di pressione crescente.

Una macchina organizzativa già avviata e numeri che mostrano l’accelerazione

Il Comune di Vicenza ha deciso di muoversi con largo anticipo, impostando da novembre un piano straordinario per affrontare la dismissione dei documenti cartacei. Da allora sono già state rottamate 5.747 carte d’identità, mentre 3.490 risultano sostituite dall’avvio, all’inizio di febbraio, della task force organizzativa e comunicativa “Òcio che scade”, pensata proprio per accompagnare i cittadini in questa transizione e per alleggerire il rischio di un afflusso disordinato a ridosso della scadenza estiva.

I dati raccontano con una certa chiarezza l’intensificazione del lavoro: le carte d’identità elettroniche emesse sono state 1.151 a gennaio, 1.412 a febbraio, 2.252 a marzo e 843 nei primi quindici giorni di aprile. È soprattutto marzo a mostrare il cambio di passo più evidente, segno che la campagna informativa e il rafforzamento operativo hanno iniziato a produrre effetti misurabili. Restano comunque da sostituire 8.053 documenti su un totale di 13.800 individuati da novembre, un bacino ancora ampio ma che, secondo le previsioni del Comune, può essere assorbito attraverso l’aumento progressivo degli appuntamenti disponibili.

Ad oggi gli slot potenzialmente disponibili fino al 3 agosto sono 6.635, ai quali si sommeranno ulteriori disponibilità già programmate. Un passaggio decisivo arriverà dal primo maggio, quando verranno aperte quattro nuove agende per il rilascio delle CIE agli sportelli di piazza Biade: dal lunedì al venerdì saranno resi disponibili ogni giorno fra 80 e 130 nuovi appuntamenti. Al 12 giugno risultano già prenotate 2.749 date, un dato che conferma una domanda elevata ma ancora governabile.

L’appello del Comune: prenotare con buon senso per non rallentare chi ha urgenza

Accanto ai numeri, l’amministrazione mette al centro anche un tema di comportamento civico. L’assessore ai servizi demografici Leonardo Nicolai insiste infatti sulla necessità di una responsabilità collettiva, ricordando che il sistema può funzionare davvero soltanto se accompagnato da prenotazioni corrette e da una gestione più consapevole da parte degli utenti. Il richiamo è rivolto in particolare a chi prenota senza essere certo di potersi presentare, a chi occupa più slot contemporaneamente o a chi si muove con largo anticipo pur non avendo un’urgenza reale.

Ogni settimana, spiega l’assessore, sono alcune decine le persone che non si presentano all’appuntamento fissato. Un numero che, letto superficialmente, potrebbe sembrare marginale, ma che in una fase di forte pressione organizzativa diventa invece molto pesante: quei posti vengono sottratti a cittadini che hanno necessità concrete e costringono il personale a gestire un sovraccarico evitabile. Da qui l’invito a verificare la scadenza del proprio documento, a non moltiplicare inutilmente le prenotazioni e ad attendere con tranquillità l’apertura dei nuovi slot quando non sussistano condizioni di reale urgenza.

La linea scelta dal Comune di Vicenza è quindi doppia: da una parte rassicurare, dall’altra chiedere collaborazione. È una strategia che punta a governare la transizione senza allarmismi, facendo leva su un’organizzazione che rivendica efficienza e su una cittadinanza chiamata a fare la propria parte. L’obiettivo, più che semplice sul piano amministrativo, riguarda la tenuta di un servizio pubblico essenziale, che richiede programmazione, disciplina e un rapporto di fiducia reciproca tra istituzioni e cittadini.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to