Bassano, oltre 300 studenti ricordano Rosario Livatino
22/09/2026
Oltre 300 studenti hanno partecipato a Bassano del Grappa all’incontro dedicato a Rosario Livatino e al contrasto alla criminalità organizzata, organizzato dal Liceo “G.B. Brocchi” nel 36° anniversario dell’assassinio del magistrato. Alla mattinata del 21 settembre sono intervenuti il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il procuratore distrettuale antimafia di Venezia Alessandra Dolci e il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco. Il confronto ha affrontato il ruolo delle istituzioni, della scuola e della società civile nella tutela della legalità e nel contrasto alle infiltrazioni criminali nell’economia.
Al centro dell’incontro il contrasto alla criminalità organizzata
L’appuntamento, dal titolo “In memoria di Rosario Livatino: la sinergia tra le istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata in Veneto”, ha coinvolto gli studenti in un confronto diretto con i rappresentanti istituzionali e della magistratura. Il percorso era stato annunciato anche come momento conclusivo di un’attività di educazione alla legalità sviluppata all’interno del liceo.
Stefani ha richiamato la figura di Livatino come esempio di responsabilità nell’esercizio delle funzioni pubbliche e ha posto l’accento sulla necessità di una collaborazione tra magistratura, forze dell’ordine, istituzioni, scuola e società civile. Nel suo intervento ha inoltre indicato tra i fenomeni da monitorare i tentativi di infiltrazione nell’economia legale, il riciclaggio e il reimpiego di capitali illeciti. Si tratta di valutazioni espresse dal presidente regionale nel corso dell’incontro.
In Veneto 334 immobili confiscati sono già stati destinati
Durante la mattinata sono stati presentati anche i dati relativi ai beni confiscati alla criminalità organizzata in Veneto. Secondo i numeri diffusi nel comunicato della Regione, risultano attualmente in gestione 236 immobili, tra i quali 43 terreni. Altri 334 immobili sono già stati destinati, compresi 28 terreni.
Vicenza, Verona e Venezia concentrano complessivamente oltre l’85% degli immobili già destinati indicati nel resoconto regionale. La provincia di Vicenza raggiunge quota 97 beni immobili destinati. Sul fronte delle aziende confiscate, 53 risultano ancora in gestione e 31 sono state destinate. Delle imprese tuttora in gestione, 29 si trovano nel territorio veronese.
La Regione ha collegato questi dati alla necessità di accelerare i procedimenti che consentono di assegnare i patrimoni confiscati e restituirli a utilizzi pubblici o sociali. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati gestisce una piattaforma dedicata alla destinazione dei beni e alla consultazione dei relativi dati statistici.
Regione e Comuni sul riutilizzo dei beni confiscati
Stefani ha dichiarato che la Regione intende rafforzare la collaborazione con ANBSC, Comuni e autorità giudiziaria per favorire la destinazione e il riutilizzo dei patrimoni ancora in gestione. Nell’agosto 2026 la Regione aveva inoltre annunciato l’avvio di una specifica struttura organizzativa regionale dedicata all’antimafia, con funzioni di supporto agli enti locali e alle organizzazioni del terzo settore nei percorsi collegati al riuso dei beni confiscati.
Il procuratore distrettuale antimafia Alessandra Dolci ha concentrato il proprio intervento sulla necessità di affiancare all’attività giudiziaria la presenza delle istituzioni, il recupero dei patrimoni illeciti e il lavoro educativo con le nuove generazioni. La mattinata si è chiusa con un confronto tra gli studenti, Dolci e il presidente della Regione.
L’iniziativa ha così utilizzato l’anniversario della morte di Rosario Livatino come occasione per affrontare con gli studenti temi concreti: funzionamento delle istituzioni, contrasto alla criminalità organizzata, destinazione dei beni confiscati e responsabilità individuale nella vita pubblica.
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