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Vicenza, oltre 5 mila in piazza per Pennacchi il 25 aprile

27/04/2026

Vicenza, oltre 5 mila in piazza per Pennacchi il 25 aprile

Oltre 5 mila persone hanno riempito piazza dei Signori, a Vicenza, per la cerimonia del 25 aprile e per l’orazione ufficiale affidata ad Andrea Pennacchi, invitato dall’amministrazione comunale a portare davanti alla città una testimonianza legata alla memoria familiare e alla Resistenza. L’attore ha scelto di raccontare la storia del padre partigiano, nome di battaglia Bepi, internato in un campo di concentramento, e del suo compagno di scuola Icio, poi repubblichino: un racconto personale, duro, attraversato dal tema della democrazia nata dalla Liberazione e accolto dalla piazza con ripetuti applausi.

Il racconto del padre partigiano e l’applauso della piazza

Nel suo intervento Pennacchi ha ricordato il confronto avvenuto molti anni dopo la guerra tra Bepi e Icio, ritrovati al bar del paese, quando l’ex partigiano rivendicò il valore della Repubblica democratica nata dalla sconfitta del fascismo. Tra le frasi più forti dell’orazione, quella pronunciata nel racconto dal padre dell’attore: «Non ne voglio sapere di vendetta… ma se tornate voi torniamo anche noi». Parole che hanno restituito alla cerimonia il peso concreto della memoria, senza attenuare la distanza tra chi combatté per la libertà e chi sostenne la Repubblica sociale.

L’orazione ha richiamato anche la Vicenza partigiana, Toni Giuriolo e i Piccoli Maestri di Gigi Meneghello, intrecciando memoria civile, vicende private e storia collettiva. La cerimonia era stata aperta dall’ingresso dei medaglieri e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, insieme al Gonfalone della Provincia e alla Bandiera della città di Vicenza, decorata con due medaglie d’oro al valore militare.

Possamai: «Il 25 aprile è una festa di popolo»

Dopo l’Alzabandiera, la consigliera comunale Luisa Consolaro ha letto la motivazione della seconda medaglia d’oro concessa a Vicenza per la Lotta di Liberazione. Sono quindi stati resi gli onori ai Caduti con la deposizione delle corone d’alloro. Alla cerimonia sono intervenuti anche Giorgio Dalle Molle, presidente dell’Associazione nazionale ex deportati di Vicenza, e il prefetto Filippo Romano.

Il sindaco Giacomo Possamai ha ringraziato Pennacchi per la testimonianza offerta prima agli studenti e poi alla cittadinanza, ribadendo che il 25 aprile deve essere vissuto come una festa collettiva, fondata sui valori della libertà, della democrazia, dell’antifascismo e della dignità della persona. Richiamando le parole del vescovo Giuliano Brugnotto, il sindaco ha sottolineato che la riconciliazione nasce dalla verità e dal riconoscimento delle ferite della storia, non dalla confusione tra vittime e carnefici.

Possamai ha allargato lo sguardo alle guerre e ai regimi oppressivi che colpiscono civili e innocenti, affermando che la memoria della Liberazione perderebbe forza se non rendesse la comunità più attenta al dolore del mondo. Ha poi richiamato le parole del presidente Sergio Mattarella sull’uso responsabile del potere e del linguaggio, ricordando che le parole possono alimentare conflitti oppure aprire spazi di dialogo.

Dalla Liberazione agli 80 anni della Repubblica

Nel passaggio dedicato alla cultura, il sindaco ha citato il progetto “Ispirazione Europa”, con le mostre in Basilica Palladiana dedicate ai rapporti tra Italia e Germania, Francia e Spagna, come segno di una coscienza europea costruita anche attraverso relazioni artistiche e umane. La cerimonia si è chiusa con il riferimento ai festeggiamenti del 2 giugno per gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne, legando idealmente la Liberazione alla nascita dell’Italia democratica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.