Veneto, Pnrr sanità: attivate 99 Case di Comunità
01/07/2026
La Regione Veneto ha aggiornato il Piano regionale Pnrr per la sanità e fa il punto sull’avanzamento delle Case e degli Ospedali di Comunità. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Gino Gerosa, ha approvato lo stato dell’arte degli interventi: risultano completate 99 Case di Comunità, una è in arrivo e due sono fuori target, superando il target minimo Pnrr regionale fissato a 91 strutture.
Superato il target Pnrr per Case e Ospedali di Comunità
Il dato conferma l’avanzamento della rete territoriale prevista dal Pnrr in Veneto. Per gli Ospedali di Comunità, la Regione segnala 33 strutture attivate, alle quali se ne aggiungeranno altre due fuori target, per un totale di 35. Anche in questo caso viene superato il target minimo Pnrr assegnato al Veneto, pari a 30 strutture.
Gerosa ha definito il risultato un obiettivo di grande significato, sottolineando che la Regione ha raggiunto e oltrepassato i livelli minimi richiesti. Secondo l’assessore, la realizzazione delle nuove strutture rappresenta un passaggio decisivo nel potenziamento dell’assistenza territoriale, con servizi sanitari più vicini ai cittadini e una maggiore capacità di risposta fuori dagli ospedali tradizionali.
Le Case e gli Ospedali di Comunità sono pensati per intercettare bisogni sanitari che non richiedono necessariamente l’accesso al Pronto Soccorso o al ricovero ospedaliero. La loro attivazione, nelle intenzioni della Regione, dovrà contribuire a ridurre gli accessi impropri alle urgenze, migliorando i tempi di presa in carico per chi ha necessità di cure immediate.
Accordo con i medici di medicina generale
Un capitolo centrale riguarda il personale. Gerosa ha ricordato che il Veneto ha già raggiunto un accordo con i Medici di Medicina Generale per la loro presenza nelle Case di Comunità, con uno sforzo economico aggiuntivo rispetto al livello di retribuzione definito a livello nazionale.
La Regione considera questo passaggio una leva importante per rendere operative le strutture e per costruire una sanità di prossimità realmente accessibile. L’assessore ha precisato che il lavoro non è concluso: resta aperta la sfida di dotare Case e Ospedali di Comunità del personale medico e infermieristico necessario, garantendo al tempo stesso l’integrazione tra professionisti e servizi.
Al momento, secondo quanto riferito dalla Regione, sono in fase di attivazione tutti i 13 servizi sanitari previsti dal DM 77. La prossima fase sarà quella dell’organizzazione concreta del lavoro tra medici, infermieri e altri operatori, affinché le strutture possano diventare punti stabili di riferimento per i cittadini.
La distribuzione nelle Ulss del Veneto
Le Case di Comunità attivate sono distribuite in tutte le aziende sanitarie regionali: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
Per gli Ospedali di Comunità, risultano attive 3 strutture nell’Ulss 1 Dolomiti, 5 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 3 nell’Ulss 3 Serenissima, una nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 3 nell’Ulss 5 Polesana, 2 nell’Ulss 6 Euganea, 3 nell’Ulss 7 Pedemontana, 4 nell’Ulss 8 Berica, 6 nell’Ulss 9 Scaligera e 3 nelle Aziende ospedaliere.
L’aggiornamento approvato dalla Giunta consegna quindi un quadro avanzato della sanità territoriale veneta finanziata dal Pnrr. La fase successiva sarà misurata sulla capacità di rendere pienamente funzionanti le strutture, con personale adeguato, servizi integrati e percorsi assistenziali capaci di alleggerire la pressione sugli ospedali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to