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Veneto, pensione integrativa automatica per nuovi assunti

30/06/2026

Veneto, pensione integrativa automatica per nuovi assunti

Dal 1° luglio i lavoratori assunti per la prima volta nel settore privato saranno iscritti automaticamente al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato dall’azienda, salvo rinuncia entro 60 giorni. La novità cambia l’ingresso dei giovani e dei nuovi dipendenti nel mondo della previdenza complementare e avrà effetti rilevanti anche in Veneto, dove il sistema dei fondi negoziali è già molto radicato nel comparto dell’artigianato e dell’industria.

Solidarietà Veneto conta 188 mila iscritti

Il nuovo meccanismo si inserisce in un contesto regionale in cui la pensione integrativa ha una presenza consolidata. Solidarietà Veneto, fondo pensione negoziale di riferimento per una larga parte dei lavoratori dell’artigianato e dell’industria, conta oggi circa 188 mila iscritti e amministra un patrimonio pari a 3 miliardi di euro.

Nei primi cinque mesi del 2026 il fondo ha registrato oltre 8 mila nuove adesioni, superando la soglia dei 180 mila aderenti. Secondo Confartigianato Imprese Veneto, quasi quattro dipendenti su dieci dell’industria e dell’artigianato regionale aderiscono già a Solidarietà Veneto. Una quota che potrebbe crescere con l’avvio dell’adesione automatica per chi entra per la prima volta nel mercato del lavoro privato.

Nuove assunzioni e platea potenziale in crescita

La riforma arriva in una fase dinamica per il lavoro veneto. Nei primi mesi del 2026 il saldo occupazionale è stato positivo per circa 60 mila posizioni di lavoro dipendente, secondo la fonte Excelsior Unioncamere Anpal richiamata da Confartigianato.

Per il trimestre estivo le imprese venete prevedono quasi 130 mila nuove assunzioni, con il 19% delle aziende intenzionato a inserire personale. La maggior parte dei contratti attesi sarà a tempo determinato, pari al 59%, ma la platea coinvolta resta ampia e sarà chiamata a confrontarsi con regole nuove sulla previdenza complementare, sul TFR e sulla costruzione della futura pensione integrativa.

Il ruolo della contrattazione artigiana

Confartigianato Imprese Veneto sottolinea che il risultato non nasce all’improvviso. Da anni la contrattazione collettiva regionale e nazionale dell’artigianato ha rafforzato gli strumenti di welfare contrattuale, prevedendo contributi specifici alla previdenza complementare e promuovendo una cultura previdenziale condivisa tra imprese e lavoratori.

In molti contratti dell’artigianato, oltre al conferimento del TFR, sono previsti contributi a carico dell’impresa e del lavoratore. Questo consente di aumentare nel tempo il montante previdenziale e di costruire una pensione integrativa più solida. A ciò si aggiungono le prestazioni del sistema bilaterale dell’artigianato veneto, previste dalla contrattazione integrativa regionale per favorire l’adesione ai fondi.

Boschetto: aziende da accompagnare nelle nuove regole

Per Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, la riforma valorizza un modello che il sistema artigiano ha scelto da tempo. Investire nel welfare contrattuale e nella previdenza complementare, osserva, significa offrire ai lavoratori una tutela concreta e di prospettiva, mettendo a disposizione delle imprese anche uno strumento moderno di responsabilità sociale.

La fase di avvio richiederà però informazione e assistenza. Le aziende dovranno applicare correttamente le nuove disposizioni, mentre i neoassunti dovranno conoscere tempi, possibilità di rinuncia, vantaggi e conseguenze delle proprie scelte. Per il Veneto, la sfida sarà trasformare l’automatismo normativo in una maggiore consapevolezza previdenziale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.