Gigi Riva a Vicenza presenta “C’era l’amore a Sarajevo”
16/04/2026
Palazzo Cordellina, sede della Biblioteca civica Bertoliana, si prepara ad accogliere un appuntamento che unisce letteratura, memoria e riflessione civile, affidandosi alla voce di un autore che ha attraversato da vicino alcune delle pagine più complesse della storia europea recente. Martedì 21 aprile alle 18 Gigi Riva presenterà il suo ultimo romanzo, “C’era l’amore a Sarajevo”, in un incontro aperto al pubblico fino a esaurimento dei posti, dialogando con Gian Marco Mancassola.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra istituzioni culturali e realtà associative del territorio, configurandosi come un momento di confronto che va oltre la semplice presentazione editoriale, offrendo uno spazio in cui la narrazione si intreccia con l’esperienza diretta e con la memoria condivisa.
Il ritorno a Sarajevo tra memoria e narrazione
Il romanzo riporta il lettore dentro i 1425 giorni dell’assedio di Sarajevo, ma lo fa scegliendo una prospettiva meno prevedibile, che evita la cronaca della distruzione per concentrarsi su ciò che, in condizioni estreme, continua a manifestarsi con ostinazione: la vita. Il protagonista, Carlo, inviato speciale, viene richiamato nella città bosniaca da un messaggio che riapre un tempo sospeso, trasformando il viaggio in un percorso interiore fatto di ricordi e presenze mai davvero scomparse.
Tra le strade segnate dalla guerra emergono legami costruiti in condizioni limite, relazioni che non trovano spazio nella normalità ma che, proprio per questo, assumono una forza particolare. Amicizie nate sotto assedio, amori interrotti o mai compiuti, episodi che restano impressi come tracce indelebili, fino alla scena di una festa clandestina in un bar, capace di trasformarsi in un gesto di sfida e, allo stesso tempo, in una dichiarazione di esistenza.
La scrittura di Riva si muove lungo questa linea sottile, restituendo una dimensione emotiva che non indulge nel patetico, ma lascia emergere la complessità di un’esperienza vissuta in prima linea.
Uno sguardo che attraversa il presente
Il valore del libro non si esaurisce nella ricostruzione di un passato ancora vicino, ma trova una risonanza immediata nel contesto attuale. Le testimonianze che attraversano la narrazione richiamano scenari che continuano a ripetersi, dove la convivenza tra popoli viene messa in discussione e la guerra torna a imporsi come linguaggio dominante.
Le voci di Sarajevo dialogano idealmente con quelle di altri conflitti contemporanei, evocando una continuità che rende impossibile relegare quegli eventi a una dimensione storica conclusa. In questo senso, il romanzo si inserisce in un percorso più ampio della produzione di Riva, che da anni esplora il rapporto tra individuo e guerra, senza mai separare la dimensione narrativa da quella testimoniale.
La presenza dell’autore a Vicenza assume quindi un significato che supera il momento letterario, configurandosi come un’occasione per interrogarsi su ciò che resta delle guerre quando finiscono, e su ciò che invece continua a vivere nelle persone che le hanno attraversate.
Il dialogo con Gian Marco Mancassola promette di approfondire questi aspetti, offrendo al pubblico uno spazio di ascolto e confronto in cui la letteratura diventa strumento per leggere il presente con maggiore consapevolezza.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to