Caricamento...

Vicenza365 Logo Vicenza365

Gelato artigianale, Veneto guida l’Italia con 1.094 laboratori

16/07/2026

Gelato artigianale, Veneto guida l’Italia con 1.094 laboratori

Il Veneto conta 1.094 laboratori di gelateria, pari a circa uno ogni 4.400 abitanti, e registra la maggiore incidenza di imprese artigiane tra le principali regioni italiane. A rilevarlo è Confartigianato, che chiede ora una disciplina nazionale capace di definire con precisione caratteristiche, ingredienti e metodi di produzione del gelato artigianale di tradizione italiana.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi dell’associazione su dati Istat, nel primo trimestre del 2026 le gelaterie artigiane venete erano 836, pari al 76,5% del totale regionale. Per numero complessivo di laboratori, il Veneto si colloca al secondo posto in Italia dopo la Lombardia, confermando il peso economico e culturale di un comparto fortemente radicato nel territorio.

Famiglie venete, 143 milioni spesi in gelati

Il mercato coinvolge una rete diffusa di piccole imprese e genera consumi rilevanti. Nel 2024 le famiglie venete hanno speso circa 143 milioni di euro per l’acquisto di gelati, contribuendo a un giro d’affari nazionale stimato in 1,776 miliardi di euro.

Per Confartigianato, i numeri raccontano una filiera che unisce produzione alimentare, turismo, commercio e valorizzazione delle competenze professionali. Il gelatiere artigiano interviene direttamente nella scelta e nella lavorazione delle materie prime, nella preparazione delle miscele e nella ricerca di ricette legate alla stagionalità e alle caratteristiche dei prodotti utilizzati.

Nonostante la rilevanza del settore, manca ancora un disciplinare nazionale che stabilisca quali requisiti debbano essere rispettati per qualificare un prodotto come gelato artigianale italiano. La questione riguarda sia la tutela dei consumatori sia la possibilità per i laboratori di distinguere le proprie lavorazioni dalle preparazioni industriali o realizzate attraverso semilavorati standardizzati.

La legge limita l’uso della dicitura “artigianale”

Un primo intervento è arrivato con la Legge annuale per le piccole e medie imprese, la numero 11 del 2026, che ha introdotto nuove regole sull’utilizzo delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”. In base alla disciplina richiamata da Confartigianato, la dicitura “gelato artigianale” può essere utilizzata soltanto dalle gelaterie che possiedono i requisiti previsti per le imprese artigiane.

La norma limita quindi l’uso commerciale dell’espressione, ma non definisce ancora una ricetta, una percentuale minima di ingredienti freschi o un procedimento produttivo uniforme. È su questo punto che l’associazione chiede un nuovo intervento legislativo.

Cristiano Gaggion, presidente della Federazione Alimentaristi di Confartigianato a livello veneto e nazionale, ha annunciato la preparazione di un emendamento alla normativa sulla tutela dei prodotti agroalimentari. La proposta mira a istituire la Denominazione di Gelato Artigianale di tradizione italiana.

Materie prime fresche e prevalentemente italiane

Il modello sostenuto dall’associazione prevede che il prodotto venga realizzato attraverso miscele composte principalmente da materie prime fresche e in prevalenza di origine nazionale. Tra gli ingredienti indicati figurano latte e derivati, uova, zuccheri e frutta.

L’obiettivo è introdurre parametri riconoscibili per il consumatore e regole comuni per le imprese, evitando che la stessa denominazione venga applicata a prodotti ottenuti con tecniche e componenti molto differenti. Il disciplinare dovrebbe inoltre valorizzare il lavoro svolto direttamente nel laboratorio, elemento considerato centrale nella produzione artigiana.

Un progetto di legge con finalità analoghe, il numero 1306, era stato presentato nel 2018 dall’allora deputato Federico D’Incà, ma il suo iter non era arrivato all’approvazione. Confartigianato ha ripreso quella proposta come base per elaborare il nuovo emendamento.

Uova, frutta e zucchero: rincari fino al 43%

Alla richiesta di tutela giuridica si aggiungono le difficoltà determinate dall’aumento dei costi di produzione. Rispetto alla media del 2021, i prezzi al consumo delle uova risultano cresciuti del 43%, quelli della frutta del 32% e quelli dello zucchero del 31%.

Il latte ha registrato un incremento del 25%, mentre cacao e cioccolato sono aumentati del 22%. Le gelaterie devono inoltre sostenere rincari per coni, coppette, vaschette, confezioni, energia e materiali destinati alla vendita.

Secondo Daniele Dall’Antonia, presidente dei Gelatieri di Confartigianato Imprese Veneto, molte attività hanno assorbito una parte dei maggiori costi per evitare aumenti eccessivi dei prezzi al pubblico. Questa scelta ha però ridotto i margini economici, soprattutto per i laboratori di dimensioni contenute.

Confartigianato chiede standard uguali in tutta Italia

L’associazione ritiene che una definizione nazionale possa proteggere le imprese che investono nella qualità delle materie prime, nella lavorazione interna e nella formazione professionale. Il riconoscimento permetterebbe inoltre di comunicare con maggiore chiarezza le caratteristiche del prodotto nei confronti dei clienti italiani e stranieri.

Per il Veneto, dove oltre tre gelaterie su quattro hanno natura artigiana, la nuova denominazione avrebbe una ricaduta particolare. Il comparto è presente nei centri storici, nelle località turistiche, nei quartieri urbani e nei piccoli Comuni, con attività che spesso mantengono un rapporto diretto con fornitori agricoli e produttori locali.

Il testo dell’emendamento è ora in fase di elaborazione. La proposta dovrà stabilire requisiti verificabili, modalità di controllo e condizioni per l’uso della denominazione, conciliando la tutela della tradizione con la libertà creativa che caratterizza il lavoro dei gelatieri.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to