Campiello Junior 2026, a Vicenza vincono Rosella Postorino e Daniele Mencarelli
19/04/2026
Vicenza ha accolto la quinta edizione del Premio Campiello Junior con una partecipazione ampia, vivace, fortemente segnata dalla presenza degli studenti, che hanno trasformato la finale in una vera esperienza collettiva attorno ai libri e alla lettura. Per la prima volta l’evento si è svolto nella Sala Maggiore del Teatro Comunale, una scelta che fotografa bene la crescita di una manifestazione ormai entrata con decisione nel calendario culturale cittadino e capace di richiamare scuole, insegnanti, autori e operatori culturali da territori diversi, anche fuori dal Veneto.
A conquistare il premio nell’edizione 2026 sono stati Rosella Postorino, vincitrice nella categoria 7-10 anni con Un fratellino. Storia di Nanni e di Mario pubblicato da Salani, e Daniele Mencarelli, primo classificato nella categoria 11-14 anni con Adelmo che voleva essere settimo. Sette fratelli. Un unico destino. Una grande avventura, edito da Mondadori. Due opere diverse per tono e impianto narrativo, ma accomunate dalla capacità di rivolgersi ai più giovani senza semplificazioni artificiose, mantenendo intatta la dignità della scrittura e la complessità dei temi affrontati.
Vicenza rafforza il suo ruolo nella geografia del Campiello Junior
La scelta di ospitare la finale nella sala principale del Teatro Comunale non ha avuto soltanto un valore logistico. È stata, piuttosto, la conferma di un percorso che negli ultimi anni ha legato sempre più saldamente Vicenza al Campiello Junior, fino a farne una delle città simbolo di questa iniziativa. Il sindaco Giacomo Possamai ha insistito proprio su questo aspetto, ricordando come il crescente numero di studenti e scuole coinvolte avesse reso necessario un salto di scala rispetto alle edizioni precedenti, ospitate nel ridotto del teatro.
La partecipazione ha dato sostanza a questa evoluzione. In platea erano presenti centinaia di ragazzi provenienti da numerosi istituti scolastici del territorio vicentino, ma anche da altre province e da altre regioni, a testimonianza di un interesse che supera ormai il perimetro locale. La finale, condotta da Armando Traverso insieme a Davide Stefanato e con la presenza del pupazzo DJ, ha mantenuto un tono accessibile e coinvolgente, senza rinunciare alla centralità dei libri e degli autori finalisti, rimasti per tutta la mattinata il vero fulcro della manifestazione.
Vicenza, così, non si limita a ospitare un premio, ma consolida un’identità culturale precisa, costruita attorno alla lettura e al dialogo con le nuove generazioni. È anche questo il dato più interessante emerso dall’edizione 2026: la sensazione che il Campiello Junior non sia più un appuntamento di passaggio, ma una presenza ormai riconoscibile e attesa.
I giovani lettori al centro di un premio che guarda alla formazione
Uno degli elementi che distinguono il Campiello Junior resta il ruolo affidato ai ragazzi, chiamati non soltanto ad assistere, ma a decidere. I vincitori sono stati scelti infatti da due Giurie Popolari, ciascuna composta da 120 giovani lettori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Sono stati dunque gli studenti delle scuole primarie, per la fascia 7-10 anni, e quelli delle secondarie di primo grado, per la categoria 11-14 anni, ad avere l’ultima parola sui libri premiati.
Questo meccanismo attribuisce al premio una fisionomia particolarmente interessante, perché restituisce ai lettori più giovani un ruolo pieno, responsabile, lontano dall’idea che la letteratura per ragazzi debba essere interpretata soltanto dagli adulti. La selezione iniziale, affidata a una giuria composta da personalità autorevoli del mondo della letteratura per l’infanzia, della scrittura e del teatro, garantisce qualità e rigore; il voto finale dei ragazzi aggiunge però una componente decisiva di autenticità.
Accanto ai vincitori, l’edizione 2026 ha valorizzato anche gli altri finalisti. Nella categoria 7-10 anni si sono classificati Michela Guidi con Il Seminatore di storie e altri strani mestieri e Mariangela Gualtieri con Album per pensare e non pensare. Nella fascia 11-14 anni il secondo e il terzo posto sono andati a Matteo Bussola con Il talento della rondine e a Luisa Mattia con Segui la tigre. Un quadro che conferma la vitalità della narrativa italiana per l’infanzia e l’adolescenza, capace di muoversi tra immaginazione, crescita, legami affettivi, identità e confronto con il mondo.
La manifestazione, sostenuta dalla Fondazione Il Campiello insieme a Pirelli e Fondazione Pirelli, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Regione Veneto, continuerà ora il suo percorso con nuovi appuntamenti. Il 14 maggio i vincitori saranno ospiti del Salone Internazionale del Libro di Torino, mentre la celebrazione ufficiale è prevista il 3 ottobre 2026 al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, durante la cerimonia del Premio Campiello. Passaggi importanti, certo, ma la scena più significativa resta quella vista a Vicenza: una platea piena di ragazzi che leggono, votano, ascoltano gli autori e riconoscono nei libri non un esercizio scolastico, ma una possibilità reale di scoperta e di libertà.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.