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Astichello, il progetto entra nella fase operativa tra accessibilità e tutela

14/04/2026

Astichello, il progetto entra nella fase operativa tra accessibilità e tutela

Il progetto “Astichello: fiume, parco, comunità” ha superato la soglia delle intenzioni ed è arrivato nel punto in cui una visione urbanistica, ambientale e civica comincia a tradursi in una cornice concreta di interventi. L’obiettivo, ambizioso ma molto chiaro, è dare forma a un corridoio fluviale di circa 14 chilometri capace di collegare natura, fruizione pubblica e tutela ecologica, accompagnando il corso d’acqua da Parco Querini fino a Monticello Conte Otto attraverso una porzione delicata e preziosa del territorio vicentino.

L’incontro ospitato a Palazzo Trissino ha segnato un passaggio decisivo nel percorso che dovrà portare alla sottoscrizione del Contratto di fiume Astichello, strumento destinato a mettere nero su bianco priorità, responsabilità e impegni dei soggetti coinvolti. Sul tavolo sono emerse con nettezza alcune linee d’azione ritenute indispensabili: rendere di nuovo accessibili le sponde, realizzare un sentiero naturalistico rispettoso dei luoghi e costruire un sistema stabile di monitoraggio della qualità delle acque. È attorno a questi punti che si sta definendo una strategia destinata a incidere, nel tempo, sulla qualità ambientale del fiume e sul rapporto che cittadini e amministrazioni potranno ricostruire con esso.

Un corridoio verde da restituire alla città e al territorio

Il valore dell’Astichello, per Vicenza e per i Comuni coinvolti, va molto oltre la presenza fisica di un corso d’acqua. Si parla infatti di un asse naturale che conserva una funzione ecologica, paesaggistica e anche culturale, perché tiene insieme aree urbane, spazi aperti, memorie locali e tratti ancora fortemente caratterizzati dalla presenza della biodiversità. Il progetto promosso dai Comuni di Vicenza e Monticello Conte Otto insieme a Viacqua, con il sostegno di Fondazione Cariverona, si muove esattamente in questa direzione: non intervenire sul fiume come su un semplice margine urbano, ma riconoscerlo come struttura viva del territorio.

Le dichiarazioni rese dai rappresentanti istituzionali confermano questa impostazione. Da un lato c’è la volontà di consolidare una collaborazione tra enti vicini, capace di leggere l’Astichello come parte di un sistema più ampio; dall’altro emerge l’esigenza di rendere finalmente praticabile una fruizione che oggi appare ancora parziale. Il sentiero naturalistico previsto lungo le sponde, da viale Cricoli verso nord fino a Monticello Conte Otto, si inserisce proprio in questa prospettiva e si accompagna all’ipotesi di ulteriori interventi di rinaturalizzazione, compresa la possibile rimozione di strutture dismesse che ancora gravano sul paesaggio fluviale.

La questione dell’accessibilità resta, in questo quadro, una delle più complesse. Molti tratti delle sponde sono infatti privati e la possibilità di garantire continuità nei percorsi richiederà non soltanto opere materiali, ma anche un lavoro amministrativo, urbanistico e negoziale capace di tenere insieme interessi differenti senza snaturare l’identità dei luoghi.

I dati dei cittadini indicano una direzione precisa

La consultazione pubblica ha aggiunto al progetto un elemento essenziale: una base di conoscenza concreta, fondata sulle percezioni e sulle abitudini di chi vive o frequenta quest’area. I risultati del questionario online raccontano con chiarezza un rapporto fatto di familiarità e distanza. L’Astichello è conosciuto quasi da tutti coloro che hanno risposto, viene riconosciuto come principale corridoio verde urbano, ma viene frequentato meno di quanto il suo potenziale lascerebbe immaginare.

Il dato più eloquente riguarda proprio il nesso tra presenza e accessibilità. Dove il parco è già in parte strutturato e percorribile, la frequentazione cresce; dove invece le sponde risultano difficili da raggiungere o da attraversare, il rapporto con il fiume si indebolisce. È un’indicazione che ha un peso preciso, perché conferma che la valorizzazione ambientale non passa soltanto dalla tutela astratta, ma anche dalla possibilità concreta di entrare in relazione con i luoghi in modo ordinato, rispettoso e continuativo.

Le 327 risposte raccolte, con una partecipazione significativa di residenti di Vicenza e Monticello Conte Otto, hanno così offerto una base utile per la stesura del Documento strategico e del Programma d’azione. Il primo definisce la visione complessiva; il secondo traduce quella visione in impegni operativi distribuiti lungo il triennio 2026-2028.

Tra biodiversità, qualità dell’acqua e governance condivisa

Il cuore del progetto sta nella capacità di tenere insieme piani diversi senza sacrificarne uno a vantaggio dell’altro. La tutela dell’ecosistema resta una priorità assoluta, e non potrebbe essere altrimenti in un contesto nel quale la biodiversità costituisce uno dei principali elementi di pregio. Per questo tra gli obiettivi generali figurano la protezione degli habitat naturali, il controllo della qualità dell’acqua e anche interventi selettivi di ripopolamento ittico, pensati per rafforzare l’equilibrio ecologico del corso d’acqua.

Accanto a questo, tuttavia, prende forma una riflessione più ampia sulla governance del territorio. Il Contratto di fiume non coincide con una singola opera, né con una decisione isolata, ma con un metodo di lavoro che chiama in causa Comuni, enti territoriali, uffici regionali, associazioni ambientaliste, realtà sportive e organizzazioni di categoria. La presenza di una rete così ampia di soggetti dimostra che l’Astichello viene considerato un patrimonio collettivo la cui gestione richiede ascolto, continuità e una distribuzione chiara delle responsabilità.

La fase che si è aperta ora sarà decisiva proprio per questo: perché dovrà misurare la capacità delle istituzioni di tradurre un consenso diffuso in atti concreti, tempi realistici e azioni riconoscibili. Il traguardo della sottoscrizione formale del Contratto di fiume, atteso nei prossimi mesi, non rappresenterà quindi un punto d’arrivo simbolico, ma l’inizio di una stagione nella quale il futuro dell’Astichello sarà affidato a scelte finalmente operative, con l’ambizione di restituire ai cittadini un paesaggio accessibile, tutelato e davvero vissuto.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.