Vicenza, una targa per ricordare Lidija, Gabriela e le vittime di femminicidio
28/03/2026
Un segno visibile, collocato in uno spazio attraversato ogni giorno da cittadini e visitatori, per mantenere viva la memoria e stimolare una riflessione concreta. All’ingresso del parco di Villa Bedin Aldighieri, in via Vigolo, è stata inaugurata una targa dedicata a Lidija Miljkovic, Gabriela Serrano e a tutte le donne vittime di violenza. Il luogo scelto non è casuale: proprio in quell’area, l’8 giugno 2022, si è consumata una delle vicende più drammatiche della recente storia cittadina.
L’iniziativa rientra nel programma “L’otto sempre”, promosso dal Comune di Vicenza insieme alla Consulta per le politiche di genere, e si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione e impegno contro la violenza sulle donne. Alla cerimonia, partecipata e composta, hanno preso parte rappresentanti istituzionali, associazioni, familiari delle vittime e numerosi cittadini.
Un memoriale tra ricordo, informazione e responsabilità collettiva
La targa è stata realizzata grazie al contributo di Leodari Pubblicità e con il supporto operativo di AMCPS. Oltre ai nomi delle vittime, riporta il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522 e il segnale internazionale “Signal for help”, uno strumento discreto che permette di chiedere aiuto anche in situazioni di pericolo. Il supporto è stato arricchito da un’installazione artistica di “Come un Incantesimo”, pensata per rendere ancora più evidente il valore simbolico dell’intervento.
La cerimonia, intitolata “Neanche con un fiore”, ha alternato momenti istituzionali a spazi di raccoglimento, accompagnati da esecuzioni corali curate dal coro Città di Vicenza. La benedizione del parroco don Andrea Dani ha concluso una fase particolarmente intensa, segnata da parole che hanno richiamato il senso profondo dell’iniziativa.
Le parole delle istituzioni e il significato del luogo
Il sindaco Giacomo Possamai ha evidenziato come la presenza della targa lungo uno dei percorsi più frequentati della città rappresenti un invito costante a non dimenticare. Ha sottolineato la necessità di un cambiamento culturale reale, capace di coinvolgere l’intera comunità, ricordando che ogni gesto simbolico acquista valore solo se accompagnato da azioni concrete e quotidiane.
La vicesindaca Isabella Sala ha rimarcato il lavoro condiviso che ha portato alla realizzazione dell’opera, definendola allo stesso tempo memoria, impegno e strumento di servizio. Un punto di riferimento che unisce il ricordo delle vittime alla diffusione di informazioni utili per chi si trova in difficoltà.
Particolarmente toccante l’intervento di Daniele Mondello, compagno di Lidija, che ha ricordato la forza e la determinazione della donna, sottolineando come il suo percorso rappresenti ancora oggi un messaggio di coraggio. Anche le associazioni attive sul territorio, tra cui Donna Chiama Donna, hanno ribadito l’importanza di garantire protezione immediata a chi denuncia e di trasformare il ricordo in un impegno concreto.
L’inaugurazione restituisce alla città un luogo che non è solo memoria, ma anche presenza attiva. Un punto in cui il passato continua a interrogare il presente, invitando a costruire risposte più efficaci e una consapevolezza condivisa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to