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Vicenza, appello contro la centralizzazione delle Consigliere di Parità

23/03/2026

Vicenza, appello contro la centralizzazione delle Consigliere di Parità

Da Vicenza prende forma una presa di posizione netta contro l’ipotesi di riorganizzazione del sistema delle Consigliere di Parità, avanzata attraverso uno schema di decreto legislativo che prevede l’accentramento delle funzioni a livello nazionale. Una prospettiva che solleva preoccupazioni diffuse tra amministratori locali e realtà impegnate nella tutela dei diritti, soprattutto per le possibili ricadute sul piano dell’accessibilità e dell’efficacia degli strumenti di contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro.

Un presidio territoriale messo in discussione

L’iniziativa parte dalla consigliera comunale Ida Grimaldi, avvocata con delega alle politiche contro le discriminazioni di genere, che ha promosso un appello rivolto al Governo affinché venga rivalutata la scelta di concentrare le competenze in un unico organismo con sede a Roma. Il timore espresso riguarda il possibile indebolimento di una rete costruita negli anni, capace di offrire un punto di riferimento diretto e riconoscibile per lavoratrici e lavoratori.

Le Consigliere di Parità operano infatti su base regionale e locale, svolgendo un ruolo di prossimità che consente di intercettare tempestivamente situazioni di disparità, molestie o penalizzazioni, spesso legate a dinamiche complesse come la maternità o l’equilibrio tra vita professionale e familiare. La loro presenza sul territorio permette un dialogo costante con istituzioni, imprese e parti sociali, favorendo interventi mirati e percorsi di tutela concreti.

Le adesioni istituzionali e il quadro locale

L’appello, presentato a Palazzo Trissino, ha raccolto in tempi rapidi il sostegno di diverse figure istituzionali, tra cui il sindaco Giacomo Possamai, la vicesindaca Isabella Sala e l’assessore Matteo Tosetto, oltre a rappresentanti regionali e comunali. Una convergenza che riflette la sensibilità del territorio su un tema che incide direttamente sulla qualità del lavoro e sulla tutela dei diritti fondamentali.

Nel dibattito si inserisce anche il contributo di realtà nazionali impegnate sul fronte delle pari opportunità. Isa Maggi, coordinatrice degli Stati generali delle Donne, ha richiamato l’attenzione sul valore della rete territoriale, descrivendola come un sistema di vigilanza diffusa capace di garantire un accesso reale alla tutela dei diritti. La concentrazione delle funzioni, secondo questa lettura, rischierebbe di creare una distanza difficile da colmare per chi vive e lavora lontano dai centri decisionali.

Il contesto vicentino offre elementi concreti a sostegno delle preoccupazioni espresse. Le relazioni redatte negli ultimi anni dalla Consigliera di Parità provinciale hanno evidenziato casi ricorrenti di discriminazione, che spaziano dalle differenze retributive alle difficoltà legate alla conciliazione dei tempi di vita, fino a episodi di molestie. A questo si aggiunge una criticità attuale: la mancata formalizzazione della nomina della nuova Consigliera effettiva, con l’ufficio rimasto privo di titolare.

Una situazione che alimenta interrogativi sulla tenuta del sistema di tutela e rafforza la richiesta di preservare un modello fondato sulla presenza capillare e sull’ascolto diretto. L’appello promosso a Vicenza si propone ora di coinvolgere ulteriori istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su un tema che incide in modo concreto sulle condizioni di lavoro e sulla dignità delle persone.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to