Riello-Ariston, tavolo al MIMIT sui siti veneti
25/06/2026
La cessione del gruppo Riello ad Ariston si avvicina alla finalizzazione, dopo il tavolo nazionale convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per fare il punto sulle prospettive industriali dell’azienda, considerata un riferimento mondiale nella termomeccanica e una realtà di peso per il Veneto.
Al Ministero il confronto con aziende, sindacati e Regioni
Alla riunione, coordinata dal ministro Adolfo Urso, hanno partecipato il gruppo Carrier, che circa un anno fa aveva avviato il percorso di vendita di Riello, i vertici di Ariston, le rappresentanze sindacali confederali e di categoria di CGIL, CISL e UIL, Confindustria e la Regione Lombardia. La Regione del Veneto era presente attraverso la propria Unità di crisi aziendali.
Secondo quanto riferito dall’assessore regionale Massimo Bitonci, l’operazione è il risultato di un lavoro congiunto tra imprese, Ministero, Regione e parti sociali. La cessione al gruppo italiano Ariston dovrebbe essere perfezionata nei prossimi giorni, aprendo una nuova fase per un marchio radicato nel settore del riscaldamento, della climatizzazione e delle tecnologie termiche.
Ariston, gruppo riconducibile alla famiglia Merloni, è quotato in borsa, realizza circa 3 miliardi di euro di fatturato e occupa quasi 11.000 dipendenti. Con l’ingresso di Riello, la forza lavoro complessiva supererà le 12.000 unità. Un elemento sottolineato dalla Regione riguarda anche la capacità produttiva italiana del gruppo, che nei siti nazionali realizza il 40% dei pezzi venduti.
La strategia industriale punta su marchi e ricerca
Nel corso del tavolo sono state illustrate le prime linee della strategia industriale dell’acquirente. Il punto centrale, per la Regione Veneto, riguarda la volontà di considerare i siti e i lavoratori Riello come parte strategica del nuovo assetto, con un progetto fondato su complementarità e sinergie tra produzioni, ricerca e sviluppo, tecnologie e reti distributive.
Bitonci ha evidenziato come il passaggio più rilevante non sia rappresentato soltanto dall’impegno a mantenere l’occupazione, ma dal riconoscimento del valore industriale degli stabilimenti e delle competenze già presenti nel gruppo Riello. Nella prospettiva delineata, l’integrazione con Ariston dovrebbe sostenere anche il rilancio dei marchi Riello e Beretta.
Il dossier era stato aperto circa un anno fa, dopo la decisione di Carrier di mettere in vendita Riello. La trattativa ha assunto da subito un rilievo nazionale, sia per la dimensione dell’azienda sia per l’impatto sui territori coinvolti, a partire dal Veneto e dalla Lombardia.
Atteso un tavolo regionale per Legnago, Angiari e Volpago
Una volta sottoscritto il contratto di acquisizione, la Regione Veneto convocherà un tavolo regionale per un confronto diretto con l’azienda sulle prospettive dei siti veneti. L’attenzione sarà concentrata in particolare sugli stabilimenti di Legnago, Angiari e Volpago, realtà produttive considerate centrali per l’occupazione e per la filiera industriale locale.
Il confronto regionale servirà a entrare nel dettaglio dei piani di sviluppo, degli investimenti e delle ricadute occupazionali attese. Per il Veneto, la chiusura positiva dell’operazione rappresenta un passaggio rilevante in una crisi industriale che aveva generato preoccupazione tra lavoratori, sindacati e amministrazioni locali.
La prospettiva indicata al MIMIT è quella di un’integrazione capace di rafforzare la competitività del gruppo, anche davanti alla pressione dei concorrenti asiatici. La partita, ora, si sposta sulla traduzione della strategia annunciata in scelte operative per gli stabilimenti italiani e per le comunità che dipendono dalla continuità produttiva di Riello.
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