Ponte San Michele, al via il restauro del parapetto crollato
14/04/2026
Il cantiere è stato aperto nelle prime ore della mattinata, dopo un iter tecnico e amministrativo che ha richiesto mesi di verifiche, autorizzazioni e valutazioni condivise con gli enti preposti alla tutela. Il ponte San Michele, punto di riferimento per la città e meta abituale per residenti e visitatori, torna così al centro di un intervento che unisce conservazione e sicurezza, nel tentativo di restituire un equilibrio interrotto bruscamente la notte del 7 giugno 2025.
Il sopralluogo del sindaco Giacomo Possamai e dell’assessore alle infrastrutture Cristiano Spiller ha segnato simbolicamente l’avvio dei lavori, sottolineando il valore non soltanto tecnico ma anche identitario dell’intervento. L’obiettivo è chiaro: riportare il ponte alla sua configurazione originaria, preservandone l’aspetto e la memoria, senza rinunciare a soluzioni che ne rafforzino la stabilità.
Un restauro che punta alla ricostruzione fedele
L’intervento si distingue per l’approccio rigoroso adottato fin dalle prime fasi successive all’incidente. Dopo la messa in sicurezza dell’area, ogni elemento crollato è stato recuperato, catalogato e conservato con estrema attenzione, in modo da consentire una ricomposizione quanto più possibile aderente all’originale. Laterizi, conci in pietra e componenti metallici sono stati oggetto di un’analisi puntuale, supportata anche da documentazione fotografica antecedente al sinistro.
Questa metodologia, richiesta e supervisionata dalla Soprintendenza, consente di parlare di ricostruzione filologica, una pratica che non si limita a riparare il danno ma mira a ricostruire il manufatto rispettandone materiali, tecniche e proporzioni originarie. Un lavoro minuzioso, che trasforma ogni frammento recuperato in una tessera indispensabile per restituire integrità a un bene vincolato.
Il progetto, affidato allo studio AS+ dell’architetto Bruno Sbalchiero su incarico di Amcps, ha tradotto queste indicazioni in un piano esecutivo capace di coniugare precisione storica e fattibilità tecnica, superando le complessità legate sia alla natura del bene sia alla gestione del risarcimento assicurativo.
Sicurezza e tutela, un equilibrio necessario
Accanto alla fedeltà estetica, l’intervento introduce accorgimenti destinati a migliorare la resistenza del parapetto senza alterarne l’immagine. L’inserimento di barre in acciaio all’interno della struttura rappresenta una scelta discreta ma determinante, pensata per aumentare la capacità del muro di opporsi a sollecitazioni esterne, riducendo il rischio di ribaltamento in caso di urti o eventi accidentali.
Si tratta di un passaggio significativo, perché evidenzia come la conservazione dei beni storici non possa prescindere da una riflessione sulla loro sicurezza attuale. L’infrastruttura, pur mantenendo il suo aspetto originario, viene così adeguata a standard più elevati, in linea con le esigenze di una città che continua a vivere e a muoversi attorno ai propri luoghi simbolo.
Il cantiere, dal valore complessivo di 80 mila euro, prevede anche l’installazione di un ponteggio metallico esterno che consentirà di operare in sicurezza senza interrompere completamente la fruizione del passaggio ciclopedonale. Una scelta che limita l’impatto sulla quotidianità, mantenendo il collegamento attivo per tutta la durata dei lavori.
Il cronoprogramma indica come traguardo la stagione estiva, con la prospettiva di restituire alla città un ponte nuovamente integro, riconoscibile e più resistente. Rimane, sullo sfondo, la memoria di un episodio che ha evidenziato quanto fragile possa essere l’equilibrio tra patrimonio e comportamento umano, ma anche la capacità di intervenire con competenza per ricucire una ferita visibile nel tessuto urbano.
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