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Guido Harari in mostra a Vicenza: cinquant’anni di ritratti e incontri

26/03/2026

Guido Harari in mostra a Vicenza: cinquant’anni di ritratti e incontri

La Basilica Palladiana di Vicenza accoglie un progetto espositivo che attraversa mezzo secolo di fotografia e di relazioni costruite attraverso lo sguardo. “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti” propone oltre trecento opere tra immagini, installazioni e materiali d’archivio, delineando un percorso che supera la dimensione celebrativa per interrogare il senso stesso del ritratto e del rapporto tra fotografo e soggetto.

Un archivio di incontri tra musica, arte e umanità

Il lavoro di Harari si distingue per una costante attenzione alla dimensione relazionale, in cui la fotografia diventa uno spazio di ascolto prima ancora che di rappresentazione. Nei suoi ritratti convivono figure iconiche e persone comuni, accomunate da una presenza restituita senza mediazioni, capace di superare la superficie dell’immagine per restituire una traccia autentica dell’incontro.

Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della carriera del fotografo, dagli esordi legati al mondo della musica fino all’apertura verso ambiti più ampi che includono cinema, letteratura, scienza e cultura contemporanea. Le immagini dedicate a protagonisti come Bob Dylan, David Bowie, Fabrizio De André, Lou Reed e Vasco Rossi si affiancano a ritratti di intellettuali, artisti e personalità che hanno segnato il panorama internazionale, componendo un racconto visivo che intreccia linguaggi e contesti differenti.

Allestimento e percorso: sette sezioni tra memoria e sperimentazione

L’allestimento, progettato in dialogo con l’architettura della Basilica Palladiana, costruisce un itinerario articolato in sette sezioni, ciascuna dedicata a una diversa modalità di relazione con il soggetto. Dalla dimensione privata degli esordi, evocata attraverso materiali e memorabilia, si passa al contesto dei concerti e dei backstage, fino ai ritratti realizzati nel tempo lungo della frequentazione, dove l’immagine nasce da un rapporto costruito e condiviso.

Il percorso si amplia progressivamente includendo progetti come “Italians”, che documenta figure centrali della cultura italiana contemporanea, e culmina in una sezione finale in cui una serie di ritratti sospesi nello spazio compone una sorta di costellazione visiva. L’esperienza di visita è arricchita da filmati, interviste e contenuti audiovisivi che offrono ulteriori livelli di lettura.

Elemento distintivo della mostra è la “Caverna Magica”, uno spazio pensato per coinvolgere direttamente il pubblico in un’esperienza fotografica che mette al centro la relazione e la percezione di sé. In questo ambiente, il visitatore può diventare soggetto dell’opera, contribuendo a una narrazione in continua evoluzione che si sviluppa parallelamente al percorso espositivo.

La mostra, in programma dal 27 marzo al 26 luglio, si inserisce nel calendario culturale della città come un progetto capace di attivare una riflessione sul valore dell’immagine in un contesto contemporaneo, in cui fotografare torna a essere un gesto legato al tempo, all’ascolto e alla possibilità di incontro.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.