Gigliola Zecchin a Vicenza presenta “Attraversare il mare”
13/04/2026
Un racconto che attraversa oceani e generazioni approda a Vicenza, nella cornice di Palazzo Cordellina, dove venerdì 17 aprile la Biblioteca civica Bertoliana ospita la presentazione di “Attraversare il mare”, romanzo di Gigliola Zecchin pubblicato da Edizioni Sette Città. L’incontro, previsto alle 18, offrirà l’occasione di entrare in dialogo con un’opera che affonda le proprie radici nell’esperienza diretta dell’emigrazione, restituendo una narrazione intima e stratificata della memoria.
L’autrice, collegata dall’Argentina, converserà con Alberto Galla e Ferruccio Zecchin, in un confronto che si preannuncia come un momento di riflessione sul rapporto tra identità, lingua e appartenenza. L’iniziativa, promossa dall’associazione Vicentini nel mondo, si inserisce in un percorso culturale attento alle storie di chi ha lasciato il territorio d’origine, mantenendo tuttavia un legame vivo con esso.
Un romanzo tra memoria privata e storia collettiva
“Attraversare il mare” si sviluppa come un’autofiction che rilegge il secondo dopoguerra italiano attraverso lo sguardo di una famiglia costretta a ridefinire il proprio orizzonte. Non si tratta di una fuga dalla guerra in senso stretto, ma di una distanza necessaria dal suo ricordo, da un passato che continua a esercitare un peso silenzioso e persistente.
La struttura narrativa si compone di frammenti, brevi episodi che assumono la forma di cartoline emotive, capaci di evocare atmosfere e sensazioni più che ricostruire un ordine cronologico lineare. In questo movimento discontinuo, la memoria emerge come un territorio complesso, fatto di omissioni, ritorni improvvisi e dettagli che resistono al tempo.
Al centro si colloca il viaggio verso l’Argentina, meta di una nuova possibilità, ma anche luogo in cui la distanza geografica amplifica il confronto con le proprie radici. Il romanzo restituisce con precisione il senso di sospensione che accompagna ogni processo migratorio, tra perdita e costruzione di un nuovo equilibrio.
Lingua, identità e ricostruzione emotiva
Uno degli aspetti più significativi dell’opera riguarda la scelta linguistica. Gigliola Zecchin scrive in spagnolo, lingua acquisita nel paese di approdo, senza rinunciare a inserire tracce dell’italiano e del veneto dell’infanzia. Questo intreccio linguistico diventa parte integrante del racconto, riflettendo la complessità di un’identità che si costruisce tra più appartenenze.
La scrittura si distingue per una precisione misurata, capace di restituire sfumature emotive senza indulgere in toni enfatici. Ogni episodio contribuisce a delineare un percorso di ricostruzione, in cui il passato non viene cancellato ma rielaborato, trasformandosi in una risorsa narrativa e umana.
Il profilo dell’autrice rafforza la profondità del progetto: nata a Vicenza e trasferitasi in Argentina da bambina, Zecchin ha sviluppato una lunga carriera nel giornalismo culturale e nella letteratura per l’infanzia, ottenendo riconoscimenti internazionali di rilievo. La sua voce, maturata tra due continenti, restituisce uno sguardo consapevole sulle dinamiche dell’emigrazione e sulle forme della memoria.
L’appuntamento di Palazzo Cordellina si configura così come un’occasione per ascoltare una testimonianza che unisce dimensione personale e storia collettiva, offrendo uno spazio di confronto su temi che continuano a interrogare il presente.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to