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“Dona il tuo vecchio mobile”, a Vicenza un progetto sociale per arredare le strutture di accoglienza

30/04/2026

“Dona il tuo vecchio mobile”, a Vicenza un progetto sociale per arredare le strutture di accoglienza

A Vicenza prende avvio una sperimentazione che unisce sostegno alle persone fragili, riuso dei beni e collaborazione tra istituzioni e servizi ambientali. Si chiama “Dona il tuo vecchio mobile” il progetto presentato dal Comune insieme ad Aim Ambiente, pensato per recuperare mobili ed elettrodomestici ancora funzionanti e destinarli alle strutture di accoglienza che l’amministrazione sta predisponendo sul territorio. L’iniziativa nasce in una fase delicata della riorganizzazione del sistema di accoglienza cittadino, dopo la chiusura della struttura notturna di via Giordano e parallelamente all’acquisizione di nuovi immobili destinati ai percorsi di housing first e housing led.

L’obiettivo è duplice e ha una portata concreta. Da una parte, Palazzo Trissino punta ad allestire in tempi rapidi gli spazi che dovranno ospitare persone in condizione di vulnerabilità; dall’altra sceglie di sperimentare un modello basato sulla valorizzazione di arredi e apparecchi domestici di seconda mano, ancora utilizzabili, sottraendoli allo smaltimento e rimettendoli in circolazione in una prospettiva di utilità sociale. Il progetto si colloca dunque all’incrocio tra politiche sociali e principi di economia circolare, con il coinvolgimento diretto dei cittadini chiamati a partecipare attraverso la donazione di beni che, pur non servendo più in casa, possono mantenere un valore reale per altri.

Un’iniziativa che lega solidarietà, riuso e servizi di accoglienza

La novità dell’intervento sta proprio nella sua impostazione. Per arredare le nuove strutture, il Comune non si limita alla tradizionale procedura di acquisto di mobili nuovi, ma introduce per la prima volta anche una formula fondata sul recupero di arredi ed elettrodomestici in buone condizioni. In questo modo, il bene usato smette di essere percepito come scarto e torna a essere una risorsa, con una funzione immediata e tangibile a favore di chi vive una situazione di difficoltà economica o sociale.

Nel presentare il progetto, l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto ha sottolineato il valore concreto della proposta, spiegando che ciò che per qualcuno non è più necessario può trasformarsi in un supporto importante per chi sta attraversando una fase complicata della propria vita. La riflessione investe anche il rapporto con gli oggetti e con il loro ciclo di utilizzo: prima ancora che un mobile o un elettrodomestico vengano considerati da eliminare, possono essere recuperati e destinati a un nuovo impiego socialmente utile. Il significato dell’iniziativa, dunque, non si esaurisce nel gesto della donazione, ma si estende alla costruzione di una responsabilità condivisa tra amministrazione, cittadini e soggetti che operano sul territorio.

Come funzionerà il progetto e quale sarà il ruolo dei cittadini

Il progetto prevede una fase iniziale di informazione e sensibilizzazione accompagnata da un avviso pubblico, che servirà a chiarire quali beni potranno essere donati, con quali modalità avverrà il contatto, come saranno organizzati i ritiri e secondo quali criteri verranno selezionati e accettati mobili, arredi ed elettrodomestici. In parallelo, il Comune individuerà sia le situazioni di sgombero che potranno rivelarsi utili all’iniziativa, sia, attraverso i servizi sociali, i destinatari finali dei beni recuperati.

I cittadini che dispongono di mobili o apparecchi ancora funzionanti e in condizioni adeguate potranno rivolgersi a Vicenza solidale, lo sportello informativo telefonico sui servizi sociali e socio-sanitari del Comune, chiamando il numero 0444 221020. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30. Attraverso questo canale sarà possibile segnalare la disponibilità dei beni e avviare la procedura prevista dal progetto.

Un ruolo decisivo sarà svolto da Aim Ambiente, che metterà a disposizione del Comune competenze tecniche e supporto logistico per il ritiro e il trasporto dei materiali. L’amministratore unico Andrea Giuseppe Zanonato ha spiegato che la società ha aderito fin da subito alla proposta, riconoscendone il valore sotto il profilo ambientale e sociale. Il progetto, nella sua fase sperimentale, prova così a costruire un modello replicabile nel quale la gestione dei beni usati diventa uno strumento utile per ridurre gli sprechi, promuovere maggiore consapevolezza e offrire una risposta concreta ai bisogni abitativi e di accoglienza delle fasce più fragili della popolazione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to